Cento anni di attività dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia e la questione meridionale oggi
Cento anni di attività dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia e la questione meridionale oggi | Libri antichi e moderni | G. Pescosolido
Cento anni di attività dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia e la questione meridionale oggi
Cento anni di attività dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia e la questione meridionale oggi | Libri antichi e moderni | G. Pescosolido
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2011
- ISBN
- 9788849830835
- Pagine
- 409
- Collana
- Collezione di studi meridionali
- Editori
- Rubbettino
- Curatore
- G. Pescosolido
- Soggetto
- Questione meridionale, Italia-Storia, Storia sociale e culturale, Storia d’Europa, Italia Meridionale e Isole, XX secolo, 1900–1999, XXI secolo, 2000-2100
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
L'associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia (ANIMI) fu fondata nel 1910. Tra i suoi promotori vi furono Pasquale Villari, Leopoldo Franchetti, Giustino Fortunato, Benedetto Croce, Antonio Fogazzaro, Giuseppe Lombardo-Radice, Francesco Saverio Nitri, Gaetano Salvemini, Bonaldo Stringher, Antonio De Viti De Marco, Umberto Zanotti-Bianco, che ne fu l'ideatore e per tutta la vita l'instancabile animatore. Ad essi si aggiunsero personalità come Giovanni Gentile, Ivanoe Bonomi, Donato Menichella, Luigi Einaudi, Manlio Rossi-Doria, Rosario Romeo, Francesco Compagna, Michele Cifarelli. Grazie al finanziamento di enti pubblici e soprattutto imprese e imprenditori privati, professionisti, possidenti in larga prevalenza del Nord e del Centro Italia, l'ANIMI svolse un'azione di primo piano per il riscatto del Mezzogiorno, fondando centinaia di asili infantili, gestendo migliaia di corsi di istruzione elementari, aprendo decine di biblioteche, creando ambulatori e centri di assistenza sanitaria. Con l'avvio dell'intervento straordinario ridusse e poi abbandonò Fattività assistenziale e umanitaria, largamente superata dall'azione pubblica, ma continuò quella culturale, rimanendo sino ad oggi il più antico e autorevole istituto di riferimento della cultura e dell'azione meridionalistica nel nostro paese.