Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

Sei in possesso di una Carta del Docente o di una Carta della Cultura? Scopri come usarli su Maremagnum!

«Ciò che eravamo.» Diario di una donna serba del Kosovo Metohija. prima, durante e dopo i bombardamenti della Nato del 1999

Libri antichi e moderni
Todic-Vulicevic Radmila, br.
La Città del Sole, 2009
11,40 € 12,00 €
(Milano, Italia)
Parla con il Libraio

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2009
  • ISBN
  • 9788882924485
  • Autore
  • Todic-Vulicevic Radmila
  • Pagine
  • pagine 192
  • Collana
  • Frontiere del presente
  • Editori
  • La Città del Sole
  • Formato
  • In-8
  • Soggetto
  • Autobiografie generali
  • Illustratore
  • br.

Descrizione

Il diario inizia un anno prima dei bombardamenti, nei tempi in cui la UCK si scatena e in cui ogni giorno lascia il territorio almeno una famiglia serba, che non riesce a sopportare il terrore, esercitato dai separatisti albanesi, che non riesce a sopportare l'incertezza e l'ansia sul domani. Sono i tempi del sospetto verso la sincerità e l'autenticità sia dei politici locali, sia dei rappresentanti della comunità internazionale, che, come i visitatori dello zoo, si alternavano e si costruivano una loro idea, sempre condita dagli interessi delle grandi potenze. Sono descritte le distruzioni dei ponti, degli ospedali, delle ferrovie, dei treni con i passeggeri a bordo, delle colonne dei rifugiati. «Come faccio a mettere in una borsa l'anima di casa mia?» L'odio è diventato l'energia politica dei "democratici" del "nuovo Kosovo", tutti ex combattenti dell'UCK, molti dei quali coinvolti in attività criminali. Il Kosovo e Metohija sono stati "puliti etnicamente": dal giugno del 1999, 250.000 serbi, rom e altri non albanesi se ne sono andati, sono state sequestrate 1.300 persone e uccise altre 1.000, distrutte 156 chiese, commessi atti vandalici contro 67 cimiteri. In Kosovo sono rientrati solamente 1.200 serbi.

Logo Maremagnum it