De croci cultu e De sere seu Setivomis animalibus. Poemetti didascalici di Pierfrancesco Giustolo. Volgarizzati dal prof. Goffredo Marchesini. Con uno studio sulla vita e sulle opere dello stesso autore.
De croci cultu e De sere seu Setivomis animalibus. Poemetti didascalici di Pierfrancesco Giustolo. Volgarizzati dal prof. Goffredo Marchesini. Con uno studio sulla vita e sulle opere dello stesso autore. | Libri antichi e moderni | Giustolo Pierfrancesco.
De croci cultu e De sere seu Setivomis animalibus. Poemetti didascalici di Pierfrancesco Giustolo. Volgarizzati dal prof. Goffredo Marchesini. Con uno studio sulla vita e sulle opere dello stesso autore.
De croci cultu e De sere seu Setivomis animalibus. Poemetti didascalici di Pierfrancesco Giustolo. Volgarizzati dal prof. Goffredo Marchesini. Con uno studio sulla vita e sulle opere dello stesso autore. | Libri antichi e moderni | Giustolo Pierfrancesco.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1895
- Luogo di stampa
- Spoleto
- Autore
- Giustolo Pierfrancesco.
- Editori
- Tip. dell'Umbria
- Soggetto
- LETTERATURA
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Accettabile
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Testo a fronte latino italiano. Cm.24,3x16,5. Pg.224. Esemplare intonso. Legatura in mz.tela con piatti originali applicati alla coperta. Ristampa ottocentesca di un'opera pubblicata nel 1510 dell'umanista Pierfrancesco Giustolo (Spoleto, 1445 circa - 1511 circa) che fu storiografo di Cesare Borgia. "Il "De sere seu setivomis animalibus" tratta della coltivazione del baco da seta. Il contenuto dell'opera vede, dopo una aggraziata narrazione di come Venere, mossa a compassione per la morte di Piramo e Tisbe, per rendere eterna la loro memoria fece nascere dai loro corpi i bachi da seta, una rassegna sistematica di tutti i diversi aspetti relativi al tema scelto. L'altro poemetto didascalico del Giustolo, "De croci cultu", dedicato al conterraneo Agapito Gerardini, prende invece ad argomento poetico il croco (o zafferano, di cui l'Umbria all'epoca era ricca)" (Floriana Calitti in DBI). Codice libreria 154440.