De dis Syris sintagmata II. Adversaria nempe de Numibus commentitiis in veteri intrumento memoratis. Accedunt fere quae sunt reliqua Syrorum, prisca porro Arabum, Aegoptiorium, Persarum, Afrorum, Europaerum.
De dis Syris sintagmata II. Adversaria nempe de Numibus commentitiis in veteri intrumento memoratis. Accedunt fere quae sunt reliqua Syrorum, prisca porro Arabum, Aegoptiorium, Persarum, Afrorum, Europaerum.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1672
- Luogo di stampa
- Lipsiae,
- Autore
- Seldenus Johannes.
- Editori
- impensis Laurentii Sigismundi Corneri, literis Johannis Coleri,
- Soggetto
- (ebraica - storia)
- Lingue
- Italiano
Descrizione
Pp. (40) 373 (53). Unito a: BEYERUS ANDREAS. Ad Joh. Seldeni De dis Syris syntagmata, additamenta. Pp. (6) 338 (36). Due parti in un volume di cm. 16. Antiporta e primo frontespizio incisi in rame, la prima raffigurante un bel ritratto dell'autore, la seconda scene di preghiera con altari pagani e divinità zoomorfe. Testo latino intercalato con frammenti di arabo, ebraico, greco e gotico. Legatura coeva in piena pergamena rigida con unghie, tagli rossi. Esemplare in ottimo stato di conservazione. John Selden (1584-1654). definito forse enfaticamente da Grozio la "gloria dell'Inghilterra", è ritenuto ad ogni modo uno dei più originali intellettuali del Seicento inglese. Le sue posizioni sulla condizione ebraica, la difesa della libertà di stampa e l'elaborazione di un sistema di diritto naturale incardinato osulle leggi ebraiche, gli procurarono inimicizie politiche, l'avversione della chiesa anglicana e soprattutto numerose incarcerazioni. Quest'opera, di grande importanza nell'ambito della storia delle religioni e delle civiltà, si propone come un'originalissima riflessione sulle diverse divinità nelle tradizioni e nei rituali di Europa, Africa, Siria, Persia, Egitto ed ovviamente pone in primo piano l'interpretazione ebraica. Da segnalare inoltre le frequenti digressioni di taglio esoterico, soprattutto in relazione alle divinità egizie. Le note del Beyer impreziosiscono l'edizione. Raro e ricercato. Cfr. Graesse VI, 343.