Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea
Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea | Libri antichi e moderni | Giuseppe Bedeschi
Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea
Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea | Libri antichi e moderni | Giuseppe Bedeschi
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2019
- ISBN
- 9788849857627
- Autore
- Giuseppe Bedeschi
- Pagine
- 146
- Collana
- Saggi (399)
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 228×148×10
- Soggetto
- Filosofia contemporanea, Progresso, Filosofia occidentale: dal 1800 in poi
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Per alcuni secoli la cultura occidentale ha nutrito, con poche eccezioni, una ferma fede nel progresso: cioè essa ha creduto che il cammino della nostra civiltà fosse un cammino ascendente e inarrestabile, che avrebbe accumulato conquiste (non solo scientifiche e tecniche, ma anche morali e politiche) sempre più elevate. Sarebbe sorto così un mondo sempre più degno dell'uomo. Nel Settecento l'idea di progresso si è imposta largamente nel modo di concepire la storia, grazie all'Illuminismo. Nella prima metà dell'Ottocento tale idea si è rafforzata, e ha finito per dominare quasi tutte le manifestazioni della cultura occidentale (basti pensare alle dottrine di Hegel, di Marx, di Saint-Simon, di Comte). Ma già nella seconda metà dell'Ottocento tale idea è entrata in crisi (per Burckhardt la storia non ha un fine né una meta), e tale crisi si è aggravata nel Novecento, il secolo che ha avuto due spaventose guerre mondiali e che ha visto la tragica parabola dei totalitarismi. Questo libro documenta la demolizione dell'idea di progresso fatta da pensatori del calibro di Max Weber, Freud, Pareto, Ortega y Gasset, Jaspers, Nietzsche, Spengler, Adorno e Horkheimer, per giungere a Benedetto Croce e a Raymond Aron. Ne esce un quadro di enorme interesse, nel quale si intrecciano motivi più che mai attuali per noi che viviamo nel XXI secolo, foriero di nuove tragedie e di nuove inquietudini.