Delle Leggi. LIbri tre volgarizzati da Guglielmo Manzi col testo a fronte e l'elogio del traduttore scritto dal cavaliere Gio. Gherardo de Rossi
Delle Leggi. LIbri tre volgarizzati da Guglielmo Manzi col testo a fronte e l'elogio del traduttore scritto dal cavaliere Gio. Gherardo de Rossi | Libri antichi e moderni | Cicerone Marco Tullio
Delle Leggi. LIbri tre volgarizzati da Guglielmo Manzi col testo a fronte e l'elogio del traduttore scritto dal cavaliere Gio. Gherardo de Rossi
Delle Leggi. LIbri tre volgarizzati da Guglielmo Manzi col testo a fronte e l'elogio del traduttore scritto dal cavaliere Gio. Gherardo de Rossi | Libri antichi e moderni | Cicerone Marco Tullio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1847
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Cicerone Marco Tullio
- Editori
- dalla Tipografia di Gio. Silvestri
- Soggetto
- Letteratura latina, Giuridica, Filosofia del diritto
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Altre
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16°, pp. XX, 193, (3), brossura editoriale a stampa color arancio. Buon esemplare. Volgarizzamento del 'De Legibus' ciceroniano elegantemente compiuto dal Manzi (Civitavecchia, 1784-Roma, 1826); testo originale a fronte. Fra le principali trattazioni giuridiche dell'antichità, ispirate al grande paradigma delle 'Leggi' platoniche e ad altre fonti greche (Crisippo e Panezio tra tutte), la presente opera di Cicerone fu da lui lasciata incompiuta; ce ne sono pervenuti soltanto, e in parte mutili, i primi tre libri, strutturati in forma dialogica, più che bastanti, tuttavia, per la comprensione del pensiero giuridico dell'Arpinate. Egli ritiene le leggi essere naturalmente insite nella società e, nel primo libro, tenta una definizione sistematica dei principi della legislazione; nel secondo e nel terzo libro, prende in esame la costituzione giuridica romana, la sua commistione di elementi sacri e profani e le leggi delle Dodici Tavole. Il Manzi, erudito, letterato e bibliotecario della Barberiniana di Roma, fu anche volgarizzatore di Luciano ed editore del leonardesco Trattato della pittura. Piccato per le critiche mosse da Pietro Giordani alla sua poco filologica edizione del testo di Leonardo, attaccò aspramente sia il Giordani che il Monti, e contro di lui Leopardi scagliò i Sonetti in persona di Ser Pecora beccaio. Biblioteca scelta di opere greche e latine tradotte in lingua italiana. vol. 65.