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Delle lettere familiari di Gio. Battista Leoni. Parte prima (seconda. Con due sermoni spirituali et tre orationi del medesimo autore). Di nuovo ristampate, et ricorrette.

Delle lettere familiari di Gio. Battista Leoni. Parte prima (seconda. Con due sermoni spirituali et tre orationi del medesimo autore). Di nuovo ristampate, et ricorrette. | Libri antichi e moderni | Leoni Giavanni Battista.

Libri antichi e moderni
Leoni Giavanni Battista.
appresso Gio. Battista Ciotti Senese, al segno della Minerva,, 1593
396,00 €
(Riva del Garda, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1593
  • Luogo di stampa
  • In Venetia,
  • Autore
  • Leoni Giavanni Battista.
  • Editori
  • appresso Gio. Battista Ciotti Senese, al segno della Minerva,
  • Soggetto
  • (cinquecentine - storia)
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

Cm. 21,7, cc. (4) 95, (1) bianca, 60. Marca tipografica su rame al primo frontespizio (Minerva con elmo, lancia e scudo. In cornice figurata. Motto: Polemei kai didaskei), marca tipografica su legno al secondo frontespizio (Minerva con elmo, lancia su cui è poggiata una civetta e scudo. Paesaggio con albero e case. In cornice figurata Motto: Et letere et arme), testatine, finalini, decori e graziosi capolettera con fregi floreali e figure animate, tutto in xilografia. Legatura coeva in pergamena floscia, titoli manoscritti al piatto e al dorso con nervi passanti. Lievi mancanze alla pergamena, leggere gore d'umido al alcuni fascicoli, altrimenti esemplare fresco, genuino, marginoso e ben conservato. La seconda parte è qui pubblicata per la prima volta (Cfr. Adams 494). La terza apparirà solo nel 1596. Variante con l'ultima orazione senza proprio frontespizio (cfr. ICCU). Il Leoni, nato probabilmente a Padova, fondatore della seconda Accademia Veneziana, fu attivo soprattutto a Venezia come storico, commediografo, letterato, e nella giovinezza frequentò anche il Tiziano: «Et io mi ricordo haver sentito dire a messer Titiano, mentre che nella mia pueritia, per apprender anco qualche cosa di pittura, me n’andavo alle volte in casa sua, che dopo esser egli stato in Roma, haveva grandemente migliorato le cose sue». Si trascrivono qui alcuni destinatari delle lettere: gli arcivescovi Veniero di Corfù e Visconti di Milano; abbate Coco di Perugia; Cavalier Alberto Arrighi di Malta; ai sigg. veneziani Antonio Calbo, Angelo Badoaro, Alessandro Zonca, Gio Mocenigo, Girolamo Rannusio; ai cardinali Gambara, Dolfino, Croce, Gioiosa, della Rovere, Commendone; ai sigg. Paolo tiepolo, Sperone Speroni, ai vescovi Dolfino di Brescia e Ragazzoni di Bergamo. Raro.

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