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Dialogo dei colori.

Libri antichi e moderni
Dolce Lodovico.
G. Carabba, 1913
16,00 €
(Ghezzano, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1913
  • Luogo di stampa
  • Lanciano
  • Autore
  • Dolce Lodovico.
  • Editori
  • G. Carabba
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

158 p. ; 18 x 11 cm. Scrittori italiani e stranieri, 19. Questo libro che è ritenuto dalla critica il migliore dell'autore venne edito la prima volta dai Sessa nel 1565 con il titolo «Dialogo nel quale si ragiona delle qualità, diversità e proprietà dei colori», edito dai Sessa nel 1565 si presenta esplicitamente come trattazione tutt'affatto letteraria di un argomento di per sé tecnico (svolta da persona "il cui studio è di lettere e non di pittura"). Trascurando le riflessioni di Leonardo, Vasari ed altri e le esperienze cromatiche raffaellesche e tizianesche, il Dolce si appoggia, per illustrare la "bassa e vil materia", al "testimonio de' scrittori antichi": ma Platone e Aristotele introducono solo brevemente sulla natura del colore ripetendo la ben nota divisione tra due colori estremi e tre mediani. La sostanza del dialogo si basa sull'arricchimento del trattato del Telesio con citazioni ed esemplificazioni di terminologia cromatica attinte da Petrarca, Bembo, Ariosto, Omero, Virgilio, Cicerone, Terenzio, Ovidio e da un "terzetto fatto al costume bernesco" dello stesso Dolce; il trattato del Morato va a completare, con il raffinato codice cortigiano del significato dei colori, il compendio dolciano che, non originale dunque, retorico e astratto, ha tuttavia il pregio di sottolineare l'essenzialità del tema e di cogliere ancora una volta un'esigenza diffusa in materia, se, come nota ancora la Barocchi, Lomazzo e Borghini in seguito tenteranno di approfondire la simbologia cromatica, ferma, nei risultati del Morato e del Dolce, ad un assemblaggio di sostantivi e aggettivi sinonimici. A cura di D. Ciampoli. Legatura editoriale, coperta in cartone rigido telato di colore marrone. Codice libreria 5291.

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