Discours de la condition de l’Homme. Ce qui reste du manuscrit en reproduction phototypique et restitution par P.-L. Couchoud
Discours de la condition de l’Homme. Ce qui reste du manuscrit en reproduction phototypique et restitution par P.-L. Couchoud
con una spesa minima di 100,00€
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1947-1948
- Luogo di stampa
- Paris,
- Autore
- Pascal, Blaise
- Pagine
- pp. [2] 64 [6].
- Editori
- Albin Michel (Imprimerie Kapp),
- Formato
- in folio,
- Edizione
- Prima edizione con materiali fin lì inediti.
- Soggetto
- FilosofiaReligione
- Descrizione
- brossura bianca con titoli neri e rossi al piatto, rossi al dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione con materiali fin lì inediti.Esemplare numero 580 di 1560, in ottimo stato (lieve brunitura perimetrale alla brossura, carte pulite). Conserva pergamino editoriale con normali segni d’usura. Contiene articolo del 2 agosto 1962 di «Il Giornale del Mattino» per il terzo centenario della morte di Pascal.Come è noto, i «Pensieri» del filosofo, teologo e matematico francese Blaise Pascal sono costituiti da una serie di frammenti raccolti dalla famiglia Périer e dai teologi Arnauld e Nicole di Port Royal e pubblicati postumi da Guillaume Desprez nel 1670. Materiale mobile e già sottoposto a diverse edizioni tese a ricostruire le intenzioni del filosofo prematuramente scomparso a 39 anni, al corpo dei «Pensées» si aggiunse, nel 1948, questo tentativo di restituzione di un «Discours de la condition de l’Homme» da parte di Paul-Louis Couchoud a partire da fogli sciolti di diverso formato ancora non pubblicati, qui raccolti e ordinati dal curatore. L’idea è che questi testi e semplici appunti rappresentino il primo progetto di quella «Apologia della religione cristiana» - progetto alla base della disposizione scelta, fin dall’edizione del 1670, per i “Pensieri” - che Pascal avrebbe voluto redigere in modo sistematico ma che la morte, sopraggiunta nel 1662, gli impedì di realizzare.