Epigrammata Libri XIIII. Una cum Commentariis Domitii Chalderini et Georgii Merule & cum figuris suis locis appositis: nec non ornatissima tabula per alphabetum nuper addita numquam amplius impressa
Epigrammata Libri XIIII. Una cum Commentariis Domitii Chalderini et Georgii Merule & cum figuris suis locis appositis: nec non ornatissima tabula per alphabetum nuper addita numquam amplius impressa
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1514
- Luogo di stampa
- Venezia
- Autore
- MARTIALIS, Marcus Valerius
- Editori
- Impressum Venetiis: per Georgium de Rusconibus Mediolanensem,
- Soggetto
- Libri Antichi
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
>in-folio (311x212 mm), ff. (2), CXLIX (ma 148, omessa nella numerazione la carta 70), carattere tondo di due formati, qualche passaggio in greco, il titolo in grande semigotico su due colonne. Al frontespizio una bella bordura da 8 legni su fondo bianco, con vasi, putti, e animali e grotteschi. Tra il testo e la cornice inferiore grande xilografia con San Giorgio e il drago, firmata FV; grandi iniziali xilografiche su 7 linee e più piccole su 4 linee; 16 raffinate xilografie quadrate larghe quanto una colonna. Al verso di A10, a fronte dell'inizio del testo, grande splendida xilografia che ritrae l'autore che dona il volume all'imperatore, entro raffinata bordura su fondo nero, formata da 4 legni. Affascinante legatura coeva su assicelle, dorso in cuoio ornato a secco, fermagli in metallo e cuoio (uno dei quali completo), titolo manoscritto al taglio esterno, frammenti di antica pergamena manoscritta applicati ai contropiatti (mancanze di pelle al piatto anteriore e al piede del dorso, con cucitura lasciata a vista, qualche abrasione, macchiette sulle assicelle, cuffia sup. restaurata). Nel raffinato apparato xilografico Rusconi rispolvera i migliori legni delle sue più recenti edizioni di successo: la bella cornice e la raffigurazione di San Giorgio al frontespizio provengono dal Ciceronis Familiares epistolae del 1511. I legni che formano la bordura all'antica su "fond criblè" di A10v comparivano già nel Bergomensis del 1506, qui i motivi decorativi sono tipici dell'antichità classica: vasi, foglie di vite, rami fogliati, nella parte superiore il busto di un “vecchio fogliato”, in basso un'aquila romana, corna e animali alati, che riportano alla mente i soggetti presenti nei bassorilievi della Scala dei Giganti nel Palazzo Ducale. Alcuni studiosi (Passavant, Fumagalli) attribuirono le iniziali a Florio Valvassore, ch però fu attivo solo più tardi. Essling invece le interpreta come Fano Urbe, Sander avvicina le incisioni alla scuola di Giovanni Bellini; a nostro parere non è da trascurare l'ipotesi di un intervento di Benedetto Bordone, soprattutto confrontando il pannello superiore con la bordura dell'Herodotus tradotto dal Valla pubblicato dai de Gregoriis nel 1494. "At the beginning of 1490s – probably in 1492 – Bordon, miniador, citadino padoano' moved to Venice, and it was there that he spent his entire life, working as miniaturist, editor of classical texts, designer of woodcuts..." (Margherita Palumbo, Benedetto Bordon, a Life in the World of Books (2017). La composizione centrale ricorda invece il tratto di xilografie minori del Poliphilo. Le eleganti vignette nel testo erano apparse nell'edizione di Pinzi, 1510. Elegante edizione illustrata dell'opera di Marziale, scrittore nato in Spagna nella prima metà del primo secolo e il più importante epigrammista latino; comprende il celebre e ampio commento di Domizio Calderini, seguito da quello di Giorgio Merula, che fu inizialmente pubblicato a Venezia nel 1475 in aperta polemica proprio con Calderini. Marziale compose quattordici libri, per un totale di 1561 epigrammi. La tiratura è nella variante B descritta da SBN (ICCU: 011557) con il colophon datato VI (e non V) dicembre.
Bellissimo esemplare, genuino, appartenuto a Bellisario Bulgarini il giovane (1539-1620), omonimo nipote del più noto erudito bibliofilo senese Bellisario Bulgarini. La nota di possesso al piede del colophon, scritta in elegante grafia secentesca, cita tre generazioni di Bulgarini: "Ex Libris celeberrini olim viri D: Bellisarij q. D. Paridis di Bulgarinis / Pat: Senensis hodie D. Ascanij eius filij et heredis. / : Laus Deo Semper." Daniele Danesi ha censito circa 700 volumi dei 1257 del catalogo redatto proprio dal nipote. Forellini di tarlo ai primi 20 fogli, pallida gora marginale all'angolo superiore esterno (più ampia e evidente in alcuni punti), pochi fogli con lievi bruniture.
Essling 1672. Sander 4397. Per la biblioteca di Bellisario Bulgarini si veda Daniele Danesi, Cento anni di li