Estratto d'un Opera sulle relazioni tra la Religione e lo Stato politico, e dell'utilità che questo ne conseguisce (Inserto nell'Amico d'Italia, vol. VII, pag. 1)
Estratto d'un Opera sulle relazioni tra la Religione e lo Stato politico, e dell'utilità che questo ne conseguisce (Inserto nell'Amico d'Italia, vol. VII, pag. 1) | Libri antichi e moderni | [Capece Minutolo Antonio (Principe Di Canosa)]
Estratto d'un Opera sulle relazioni tra la Religione e lo Stato politico, e dell'utilità che questo ne conseguisce (Inserto nell'Amico d'Italia, vol. VII, pag. 1)
Estratto d'un Opera sulle relazioni tra la Religione e lo Stato politico, e dell'utilità che questo ne conseguisce (Inserto nell'Amico d'Italia, vol. VII, pag. 1) | Libri antichi e moderni | [Capece Minutolo Antonio (Principe Di Canosa)]
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1831
- Luogo di stampa
- S. l.
- Autore
- [Capece Minutolo Antonio (Principe Di Canosa)]
- Editori
- S. n. t.
- Soggetto
- Pensiero politico, Storia, Risorgimento
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In-8°, pp. 33, legatura coeva p. pelle. Bruniture lievi. Buon esemplare. Edizione originale in forma a sé, assai rara e impressa senza indicazioni tipografiche; il nome dell'autore, indicato solo come Principe di Canosa, è in calce all'ultima carta. Antonio Capece Minutolo (Napoli, 1768-Pesaro, 1838), Principe di Canosa, discendente da una delle famiglie nobili più antiche del Regno di Napoli, fece in gioventù studi di filosofia e di giurisprudenza. Cattolico intransigente, tra i principali animatori della resistenza partenopea all'invasione francese nel 1798, fu svariate volte volte Ministro del Regno, adottando una costante politica antirivoluzionaria e illiberale, come nel caso dei moti del 1820-1821, epoca in cui egli ricopriva l'incarico di Ministro della Polizia. Destituito e poi reintrodotto in tale ufficio nel 1821, nel 1822 venne esiliato; nel 1831 fu consigliere del Duca Francesco IV di Modena e, dal 1832, consigliere del Cardinale Albani in Romagna. Tra le sue opere si ricordano il Discorso sulla decadenza della Nobiltà, I Piffari di Montagna, I Piccoli Piffari, L'Isola dei Ladroni o sia La Costituzione Selvaggia, Sull'utilità della religione cristiana, cattolica, romana per la tranquillità, e pace dei popoli, e per la sicurezza dei troni. La più celebre resta i Piffari di montagna, appassionata quanto faziosa difesa del comportamento della regina Maria Carolina nel caotico periodo della Repubblica Partenopea.