EURIPIDOU IPPOLITOS STEFANIFOROS. Ippolito coronato (testo greco) Tragedia quinta del P. Carmeli
EURIPIDOU IPPOLITOS STEFANIFOROS. Ippolito coronato (testo greco) Tragedia quinta del P. Carmeli
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1747
- Luogo di stampa
- Padova
- Autore
- Euripide
- Editori
- Stamperia del Seminario appresso Gio: Manfrè
Descrizione
In 8° (mm 145x215); pagine (6), 180. Testo greco con traduzione italiana a fronte. Vignetta editoriale al frontespizio e capolettera entro vignette in silografia. Cartonato rustico coevo. Bellissimo esemplare con barbe, lieve alone al cartonato, mancanza del foglio di guardia iniziale. <BR>La bellezza poetica del personaggio di Fedra è una tra le più sconvolgenti dell'intera letteratura greca, per profondità ed introspezione. Il sentimento amoroso di Fedra diviene il simbolo della negazione dello spirito, il primo dei due poli fondamentali entro i quali si muove la natura dell'essere umano. Il principio antagonista trova invece completa rappresentazione drammatica nel personaggio di Ippolito, che rifiuta la corporeità. Anche in questo caso Euripide descrive una umanità mutila e irreale: Euripide non identifica Fedra con il male ed Ippolito con il bene, perché entrambe le forme di allontanamento dalla completezza umana sono per Euripide ugualmente colpevoli. Il male, dunque, risiede nella mutilazione spirituale, nel volontario rifiuto di uno dei due poli necessari all'equilibrio della natura. Esiste piuttosto, nell'Ippolito, un terzo personaggio, cui è affidato il compito di impersonare il bene: è Teseo, nel quale Euripide ha condensato tutti i valori positivi della natura umana, che toccano il loro vertice nella generosa accettazione dell'errore. <BR>L'amore di Fedra per Ippolito è un amore folle, a cui ella può sottrarsi solo con la morte. +<BR>