[Girone] Gyrone il Cortese
[Girone] Gyrone il Cortese
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1548
- Luogo di stampa
- Stampato in Parigi,
- Autore
- Alamanni, Luigi
- Pagine
- cc. [8] 180, l'ultima di errata.
- Editori
- da Rinaldo Calderio & Claudio suo figliuolo,
- Formato
- in 4° (213 x 152 mm),
- Soggetto
- Letteratura AnticaCinquecentine
- Descrizione
- bella legatura seriore in piena pelle, fregi impressi a secco e nervi, titoli in oro al dorso,
Descrizione
LIBROEditio princeps.Ottimo esemplare, un poco brunito e con qualche traccia di leggere fioriture, soprattutto marginali; segnata dal tempo, specie al piede del dorso, la raffinata legatura; stemmi cartacei applicati ai contropiatti. Poema cavalleresco in ottave, tra le opere narrative più ambiziose di Luigi Alamanni (1495-1556), composto durante l’esilio francese e pubblicato in questa princeps parigina. L’eleganza editoriale del volume è affidata a un frontespizio riccamente illustrato, con incisione a piena pagina e impresa tipografica al centro, inserita entro una doppia cornice finemente ornata e animata, di notevole pregio decorativo; la cura tipografica prosegue al recto di carta [2], con una grande e raffinata lettrine ornata, e si conferma nell’impianto del testo, disposto in due colonne, con impressione molto netta e di straordinaria eleganza formale. Il Gyrone il cortese rielabora in pregevole ottava rima la materia del romanzo cavalleresco francese di Guiron le Courtois, orientandola verso un ideale di perfezione cavalleresca e cortigiana coerente con l’orizzonte etico e culturale del pieno Cinquecento. Nel poema, i cavalieri della Tavola Rotonda, liberamente adattati, diventano occasione per una riflessione sulla virtù eroica e per una celebrazione indiretta del signore «invittissimo», esplicitata nella lunga e dotta prefazione, programmatica ed encomiastica. Alamanni seleziona e riorganizza consapevolmente il materiale narrativo, adattandolo alle esigenze di un pubblico colto e a un progetto letterario unitario. Contro una vulgata che declassava l’Alamanni a pedissequo traduttore del Gyron francese (anonimo, stampato dal Vérard a Parigi nel 1501), la critica recente ha ipotizzato, con fondamento, una più complessa discendenza testuale, verosimilmente legata a una tradizione anteriore alla stampa, rielaborata con autonomia dall’autore. Negli ultimi anni, inoltre, la stessa tradizione medievale del Guiron ha conosciuto una significativa rivalutazione critica grazie alla nuova edizione scientifica integrale curata dal “Gruppo Guiron” (afferente alla Fondazione Ezio Franceschini) che ha contribuito a rimettere in luce il ruolo centrale di questo grande roman en prose antico francese nella storia letteraria europea. In questa prospettiva, il Gyrone il cortese di Alamanni assume un rilievo ulteriore come snodo rinascimentale di una tradizione narrativa di lunga – e fortunatissima – durata.B. Gamba, Serie dei testi di lingua, 21; G. Melzi-P.A. Tosi, Bibliografia dei romanzi di cavalleria, 6-9; P. Rajna, Le fonti dell’Orlando Furioso. Ricerche e studi; F. Cigni, Per la storia del Guiron le Courtois in Italia, «Critica del Testo» 7/1, 295-316; F. Montorsi, L'Autore rinascimentale e i manoscritti medievali. Sulle fonti del Gyrone il Córtese di Luigi Alamanni, «Romania» 127, 190-211; L. Leonardi-R. Trachsler (dir.), Il Ciclo di Guiron le Courtois. Romanzi in prosa del secolo XIII. Edizione critica diretta da Lino Leonardi e Richard Trachsler.
Edizione: editio princeps.