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Giuseppe Pella (1902-1981). Raccolta di discorsi, interviste e scrittisull'Europa 1950-1960

Giuseppe Pella (1902-1981). Raccolta di discorsi, interviste e scrittisull'Europa 1950-1960 | Libri antichi e moderni | G. Susta

Libri antichi e moderni
G. Susta
Rubbettino, 2012
18,05 € 19,00 €
(Soveria Mannelli, Italia)

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2012
  • ISBN
  • 9788849835533
  • Pagine
  • 347
  • Collana
  • Varia
  • Editori
  • Rubbettino
  • Curatore
  • G. Susta
  • Soggetto
  • Pella, Giuseppe, Europa-Politica, Scienza e teoria politica, Biografie: personaggi storici, politici e militari, Storia, Europa, XX secolo, 1900–1999
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Rilegato
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Il contributo della generazione post degasperiana alla costruzione europea è ancora troppo poco approfondito dalla nostra storiografia. Con questo lavoro Gianluca Susta, vuole, con l'occhio attento all'attualità del dibattito sul futuro dell'Europa e sulla necessità/opportunità di un rafforzamento del suo processo di integrazione, togliere dall'oblio l'intenso lavoro profuso da Giuseppe Pella negli anni '50 per la costruzione europea. Da queste pagine esce un ritratto inedito di Pella, molto distante dallo stereotipo del "cattolico di destra, vagamente nazionalista." dai discorsi, dagli atti parlamentari, dalle interviste qui riportate emerge chiaramente il suo profilo europeista e occidentale, in netta contrapposizione a quello nazionalista a lui generalmente attribuito dopo la tensione per i fatti di Trieste. Certo, non fu indulgente con le politiche keynesiane del "deficit spending" e fu una "vestale" del rigore di bilancio, il che lo fece additare come di "destra" dalle sinistre, anche interne alla DC, in un'epoca in cui i profondi mutamenti economici e sociali intervenuti nel passaggio da una economia rurale a una industriale misero al centro della "questione democratica" la "questione sociale". Resta, comunque, integro il contributo dato dal politico biellese al processo di costruzione dell'Europa che conosciamo, alla sua architettura istituzionale.

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