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Grande distilleria e fabbrica di liquori Davide Campari & C., Milano. Listino per rivenditori, febbraio 1920

Libri antichi e moderni
Anonimo
Turati e C., 1920
200,00 €
(Asti, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1920
  • Luogo di stampa
  • Milano
  • Autore
  • Anonimo
  • Editori
  • Turati e C.
  • Soggetto
  • simple, cataloghi commerciali

Descrizione

Pieghevole di 8 facciate (ciascuna misura cm 11,5 x 21,5 circa) con listino prezzi per rivenditori. All'interno 2 illustrazioni a colori applicate del Cordial e del Bittr Campari con listino prezzi, e due illustrazioni del Campari 21 e del Campari abc. Alle facciate anteriori riproduzioni fotografiche di alcune sale del laboratorio dello stabilimento di Sesto S. Giovanni (salone centrale, piccoli alambicchi, caldaie di cottura, grande laboratorio, gabinetto chimico per le analisi). La Campari ebbe origine a Novara nel 1860 fondata da Gaspare Campari che si trasferi' poi a Milano aprendo un negozio nel 1862 in Piazza Duomo sotto il coperto del Figini. La costruzione della Galleria Vittorio Emanuele e l'inaugurazione del Caffe' Campari consentirono l'affermazione del "bitter ad uso d'Hollada", in seguito denominato bitter Campari, a testimonianza della diffusione del rito dell'aperitivo da consumarsi in Galleria o al banco dell'omonimo locale. Con il figlio Davide la bottega artigianale si trasformo' in impresa dalla connotazione industriale di piu' ampio respiro. Nel 1902 fu avviata la costruzione dello stabilimento di Sesto S. Giovanni. Nel 1904 gli impiegati dello stabilimento erano circa una trentina, nei primi anni Venti - a guerra conclusa - si passo' a circa una cinquantina di addetti. Dal 1923 Campari e' prodotto anche all'estero, negli stabilimenti di Francia, in Svizzera e in Brasile. Il nome Campari e' poi indissolubilmente legato alla storia della pubblicita' in Italia in anni in cui questa storia si compiva dando vita a nuove professioni secondo una modalita' tipicamente italiana di connubio tra arte e industria. Sacchetti, Dudovich, Cappiello, Mora, Nizzoli sono alcuni di coloro che si cimentarono con l'interpretazione del rosso Campari. Ma e' con Fortunato Depero e con il Futurismo che si compie un passaggio storico in cui l'arte si fa linguaggio commerciale e comunicazione nelle note pubblicita' per la Campari create dall'artista.

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