Histoire des Sevarambes peuples qui habitent une partie du troisiéme Continent, communément apellé La terre Australe. Contenant une Relation du Gouvernement, des Moeurs, de la Religion, et du Langage de cette Nation, inconnue jusqu'à present aux Peuples de l'Europe. Nouvelle edition, corrigée et augmentée.
Histoire des Sevarambes peuples qui habitent une partie du troisiéme Continent, communément apellé La terre Australe. Contenant une Relation du Gouvernement, des Moeurs, de la Religion, et du Langage de cette Nation, inconnue jusqu'à present aux Peuples de l'Europe. Nouvelle edition, corrigée et augmentée.
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1715
- Luogo di stampa
- Amsterdam
- Autore
- VARAISSE D''ALIAS, Denis
- Editori
- Amsterdam, Mortier Pierre, 1715, 
- Soggetto
- Libri Antichi
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
>2 volumi in 1 tomo in-8, (mm 155x87), pp. (18), 273; 247. Legatura coeva in piena pelle marezzata, titolo oro su tassello e ricchi fregi al dorso ( mancanze alla cuffia superiore ed agli angoli), belle iniziali xilografiche, tagli spruzzati. Il testo, scritto in linguaggio barocco, narra la storia dei Sevarambi, un popolo immaginario che vive in una terra sconosciuta e inaccessibile. Il racconto è diviso in tre parti: la prima descrive l'origine e le caratteristiche della popolazioni dei Sevarambi, la seconda le leggi e la loro organizzazione sociale, la terza è dedicata alla religione ed ai loro usi e costumi. Il popolo vive sotto un regime ideale, "eliocratico": non conosce né diritti ereditari, né proprietà privata. La verosimiglianza del racconto è ottenuta con il ricorso a racconti di viaggio reali, come quelli di Pelsart, Tavernier e Garcilaso de la Vega. La Storia dei Sévarambes (1677-79) di Denis Veiras è la prima utopia moderna, che presenta una società di uomini, imperfetti, corruttibili, ma che, guidati dalla sola ragione, riescono a fondare una nazione basata sui principi di giustizia e tolleranza. In contrapposizione ai governi europei del XVII e XVIII secolo, quello immaginato da Veiras è stabile, benevolo e fondato su una sorta di meritocrazia. La religione civile, deista se non materialista, lascia all'individuo una perfetta libertà di coscienza. "Nel corso del XVII e del XVIII secolo decine di opere ripresero il paradigma del viaggio immaginario e diedero rappresentazioni assai contrastanti della Città felice (tra le più importanti: La Città del Sole, 1623, di Tommaso Campanella; la New Atlantis, 1627, di Francis Bacon; L'île de l'Ajao, 1768, di Bernard de Fontenelle)". Denis Vairasse (1635-1700) esiliato a Londra per sfuggire alle persecuzioni religiose nel continente, pubblicò la prima edizione in cinque parti, contemporaneamente in inglese e francese, tra il 1675 e il 1679. Il libro venne tradotto in diverse lingue e fu più volte pubblicato fino al XVIII secolo. Esemplare discreto: un po' corto di margini, qualche piccola macchietta scura e due piccole bruciature (p.169). Barbier, 7959. Brunet, 17324. Monfort, Storia dell'utopia, p. 271.