I castelli in aria ovvero raccolta galante di alcuni fatti su tale argomento scritta per piacere di chi la scrisse e pubblicata per chi vorrà leggerla. Dove si lascia stampare anche delle cose che sono vere. All'insegna del pregiudizio superato dalla ragione. Nel declinare del secolo illuminato. (sec. XVIII).
I castelli in aria ovvero raccolta galante di alcuni fatti su tale argomento scritta per piacere di chi la scrisse e pubblicata per chi vorrà leggerla. Dove si lascia stampare anche delle cose che sono vere. All'insegna del pregiudizio superato dalla ragione. Nel declinare del secolo illuminato. (sec. XVIII).
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Dettagli
- Luogo di stampa
- S. n. t.
- Autore
- Piazza Antonio
- Pagine
- IV - 48
- Editori
- S. n. t.
- Soggetto
- Fig. '700 - Novellieri
- Lingue
- Italiano
Descrizione
8°, antip. fig. in rame, leg. mz. tela. Melzi: "L'operetta … contiene sette novellette satiriche, graziose, e vi si dipingono i caratteri di persone allora viventi e note all'autore, ma che ora non si saprebbero far conoscere. L'opera (pubblicata probabilmente in Venezia) è divisa in sette articoli, sei dei quali i primi rappresentano altrettante novelle, cioè: Il Dervis, La poetessa, Il ciabattino di Piran, Il fallimento doloroso, Il musico, Le dediche; il settimo non è altro che una lettera critica ad un Raguseo. (Cfr.: Papanti, .)