Il massacro degli innocenti [Le massacre des innocents]
Il massacro degli innocenti [Le massacre des innocents] | Libri antichi e moderni | Maeterlinck, Maurice (Xilografie Di Francesco Dal Pozzo, Design Di Gio Ponti, Traduzione Di Alessandro Chiavolini)
Il massacro degli innocenti [Le massacre des innocents]
Il massacro degli innocenti [Le massacre des innocents] | Libri antichi e moderni | Maeterlinck, Maurice (Xilografie Di Francesco Dal Pozzo, Design Di Gio Ponti, Traduzione Di Alessandro Chiavolini)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1920
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Maeterlinck, Maurice (Xilografie Di Francesco Dal Pozzo, Design Di Gio Ponti, Traduzione Di Alessandro Chiavolini)
- Pagine
- pp. 30 [6]; xilografie di Francesco Dal Pozzo nel testo, con alcune tavole a piena pagina comprese nella numerazione; nelle ultime pagine decori editoriali di Gio Ponti.
- Collana
- collana «Essenze» n. 2,
- Editori
- Modernissima,
- Formato
- in 16°,
- Edizione
- Prima edizione italiana.
- Soggetto
- Narrativa Straniera dell' 800
- Descrizione
- brossura illustrata a motivo floreale dietro disegno di Gio Ponti;
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione italiana. Ottimo esemplare (minuti e normali segni del tempo). Firma di possesso al frontespizio datata 20 gennaio 1921.Prima opera di prosa dello scrittore, drammaturgo e poeta simbolista belga di lingua francese Maurice Maeterlinck - premio Nobel per la letteratura nel 1911 - originariamente pubblicata nel 1886 sul terzo numero della rivista, da lui stesso fondata, la «Pleiade». Esce nella raffinatissima collezione «Essenze» diretta da Icilio Bianchi, che avrebbe pubblicato anche Wilde, con il decoro di copertina e peritestuale di Gio Ponti e l’apparato illustrativo affidato alle incisioni in legno di Francesco Dal Pozzo, nella versione di Alessandro Chiavolini. -- Il futuro universo allusivo e onirico di Maeterlinck lascia qui spazio a una descrizione semplice eppure attenta, diretta e dolorosa del massacro perpetrato da soldati spagnoli ai danni di bambini, donne e contadini di un villaggio fiammingo, vittime innocenti e senza protezione. Come scritto nelle note introduttive alla prima edizione italiana del racconto: «Questa strana interpretazione fiamminga, alla Pierre Breughel, della leggenda evangelica è veramente notevole nella sua deliziosa ingenuità. Sotto la penna dello scrittore esordiente, ancor meglio che sotto il pennello del vecchio maestro fiammingo, il mito di Erode è diventato realtà. Raramente uno scrittore ha saputo infondere un così profondo senso di umanità, tanto movimento e tanta vita in un racconto completamente fantastico».