IL PROCESSO INQUISITORIALE del Cardinal Goiovanni MORONE. Edizione critica. Voòume II (soltanto, su due) parte seconda de IL PROCESSO d'ACCUSA. [dal 4 ottobre 1557 al 20 giugno 1559 - testo in latino].
IL PROCESSO INQUISITORIALE del Cardinal Goiovanni MORONE. Edizione critica. Voòume II (soltanto, su due) parte seconda de IL PROCESSO d'ACCUSA. [dal 4 ottobre 1557 al 20 giugno 1559 - testo in latino].
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1984
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Firpo Maasimo, Marcatto Dario
- Soggetto
- Libero pensiero - Inquisizione
- Lingue
- Italiano
Descrizione
Spesso vol. in-8° (cm.25x17,8), pp. 598 (da p. 588 a p. 1180). Cartoncino leggero editoriale. MORONE era inviso al nuovo pontefice Paolo IV (1555-1559 che il 31 maggio 1557 lo fece imprigionare dal nipote, il cardinale Carlo Carafa, in Castel Sant'Angelo (con altri, tra cui il vescovo Egidio Foscherari), con l'accusa di essere un sostenitore dell'eresia luterana.come pure il cardinal Reginald Pole, e insistette perché il cardinale rimanesse nelle mani dell'inquisizione fintanto che i cardinali avessero giudicato il caso. L'istruttoria fu affidata ad una commissione cardinalizia di cui fecero parte fra gli altri cardinale Michele Ghislieri (il futuro Papa Pio V), il cardinale Scipione Rebiba, il cardinale Reumano, e il cardinale Alessandro Farnese. Morone fu sottoposto a un estenuante processo inquisitoriale e riottenne la libertà soltanto alla morte di Paolo IV (1559), e il suo processo fu sottoposto a revisione del successore Pio IV. Assolto dalle accuse, fu quindi inviato, in qualità di legato papale, a dirigere le ultime sessioni del concilio di Trento nel 1563. Tornò a Modena, ancora in qualità di vescovo, nel 1567.
Fu a più riprese considerato papabile, sennonché i sospetti e poi il processo d'eresia ne screditarono l'immagine e resero una sua eventuale elezione troppo problematica.
Morte