Il Razionalismo del Popolo. Terza edizione corretta e accresciuta
Il Razionalismo del Popolo. Terza edizione corretta e accresciuta
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1864
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Franchi Ausonio (Cristoforo Bonavino)
- Editori
- Fratelli Ferrario
- Soggetto
- Filosofia, Religione cattolica, Teologia
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16°, pp. XV, 336, legatura dei primi decenni del '900 in m. tela con titolo in oro su tassello in pelle al dorso. Piatti marmorizzati, tagli a spruzzo azzurri, sguardie decorate. Buon esemplare. Terza edizione corretta e accresciuta di uno dei più noti volumi del filosofo ligure, in cui egli espose il proprio rifiuto dell'ortodossia cattolica e la sua nuova professione di fede razionalista, facendo fortemente risaltare il proprio contrasto nei confronti della Chiesa così come, più latamente, dell'idea stessa di un Dio trascendente. 'Sulla Ragione il Bonavino pubblicò pure una serie di articoli che formarono poi il volume sul Razionalismo del popolo (Losanna 1856 e, in trad. francese, Bruxelles 1858) con l'intento di diffondere la nuova religione della umanità dopo aver dimostrato, secondo la scuola tedesca, il carattere puramente storico del cristianesimo come di ogni altra religione.' (Maria Fubini Leuzzi in D.B.I., XI, 1969). Indice: Esistenza di Dio; Costruzione del concetto di Dio; Creazione del mondo; Providenza di Dio; Spiritualità dell'anima; Immortalità dell'anima; Possibilità della rivelazione divina; Necessità della rivelazione; Miracoli; Profezie; Esistenza della rivelazione; Trinità e incarnazione: Peccato originale, grazia e predestinazione; Giudizio finale, inferno e paradiso; Epilogo. Il Franchi, al secolo Cristoforo Bonavino (Pegli, 1821-Genova, 1895), sacerdote dal 1844, nel 1849 abbandonò l'abito talare facendo professione di filosofia razionalistica e di tendenze politiche progressiste; allora assunse il suo pseudonimo, volendo simboleggiare la progressiva liberazione del suo spirito e, insieme, dell'Italia. Professore di storia della filosofia a Pavia e poi a Milano dal 1860 al 1888, affiliato alla Massoneria (fu membro della loggia Insubria di Rito Simbolico o Italiano, della loggia torinese Ausonia e della loggia Azione e Fede), fondatore e direttore dell'ebdomanario 'La Ragione', fu fra l'altro assai polemico verso Mazzini e fu uno dei pochi, in Italia, a non condannare l'attentato di Felice Orsini, tanto che l'edizione delle 'Memorie politiche' dell'Orsini stesso di Torino, 1858, vide la luce proprio con un'appendice del Franchi. Nel 1889 ripudiò nuovamente le tesi filosofiche caldeggiate per tanti anni ritornando prete; nel 1893 fu riammesso a celebrare la messa e trascorse i suoi ultimi anni nel genovese convento di Sant'Anna, in cui si spense. Cfr. Ghisalberti, I 281 (prima edizione, Ginevra, 1856). Sul Franchi cfr. G. Gentile, Le origini della filosofia contemporanea in Italia, I, 43-64; Galvano Della Volpe in Encicl. Italiana, XV, 875 (con cenni bibliografici); ; Maria Fubini Leuzzi in D.B.I., cit.