L'eretico. Mimì la Cavera un liberale contro la razza padrona
L'eretico. Mimì la Cavera un liberale contro la razza padrona | Libri antichi e moderni | Nino Amadore
L'eretico. Mimì la Cavera un liberale contro la razza padrona
L'eretico. Mimì la Cavera un liberale contro la razza padrona | Libri antichi e moderni | Nino Amadore
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2012
- ISBN
- 9788849833553
- Autore
- Nino Amadore
- Pagine
- 115
- Collana
- Storie
- Editori
- Rubbettino
- Soggetto
- La Cavera, Mimì, Biografie: imprenditori e industriali, Industrie della produzione di veicoli e mezzi di trasporto, Sicilia
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
È stato scritto tutto e il contrario di tutto. Ma c'è una cosa che nessuno ha mai avuto la sfacciataggine di scrivere a proposito dell'ingegnere Domenico La Cavera, detto Mimì: era simpatico. Maledettamente simpatico. E coinvolgente. Lo è stato tutta la vita con interlocutori di volta in volta diversi: dai vertici della Confindustria del secondo dopoguerra con cui poi ruppe violentemente a Enrico Mattei, da Peppino Alessi primo presidente della regione siciliana a Emanuele Macaluso, da Mauro De Mauro, a Vittorio Nisticò, direttore de "L'Ora", a Vito Guarrasi. E poi i rapporti con il presidente della Fiat Vittorio Valletta che riuscì a convincere a portare la Fiat in Sicilia e quelli con l'avvocato Gianni Agnelli. Per arrivare ai nostri giorni con l'amicizia condivisa e la stima con i dirigenti di Confindustria. E poi il grande amore per la più bella donna d'Italia, la diva Eleonora Rossi Drago, conquistata con la caparbietà e lo charme di un uomo che sapeva vivere. Il racconto della vita di Mimi, che Macaluso ha definito "un piccolo profeta disarmato", si intreccia con la storia della Sicilia e dell'Italia, con quello che l'isola poteva essere e non è stata. Il suo pensiero, oggi, resta alla base del lavoro di Confindustria Sicilia che nel 2005 lo aveva nominato presidente onorario ricucendo la ferita aperta con l'espulsione del 1959.