L'impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944)
L'impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944) | Libri antichi e moderni | Agostino Attanasio
L'impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944)
L'impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944) | Libri antichi e moderni | Agostino Attanasio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2026
- ISBN
- 9788849886337
- Autore
- Agostino Attanasio
- Pagine
- 432
- Collana
- Varia
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 225×147×32
- Soggetto
- Geografia storica, Ingegneria idraulica, Storia d’Europa, Latina, 1790–1799, XIX secolo, 1800–1899, Prima metà del XX secolo, 1900–1950
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Non è l’ennesima storia della bonifica fascista delle terre pontine e delle sue «città nuove». Questo volume racconta invece la vicenda, più antica e quasi sconosciuta nei suoi sviluppi, della bonificazione delle vere e proprie Paludi Pontine: il territorio che da Tor Tre Ponti a Terracina si estendeva su entrambi i lati della via Appia, dalle pendici della cinta collinare dei Lepini-Aurunci fino alla sponda sinistra del fiume Sisto. Nel 1777 esso venne a formare il comprensorio della bonificazione, distinto in una zona esterna e in un circondario interno, di 19 mila ettari, che da solo ne occupava i due terzi. Acquisito dalla Camera Apostolica al proprio dominio diretto, il circondario fu suddiviso, nell’ultimo decennio del Settecento, in corpi fondiari, concessi in enfiteusi da Pio VI a poche decine di possessori. Nel 1861, dopo decenni di discussioni, essi furono chiamati dal Governo pontificio a costituirsi in Consorzio per sostenere le spese di manutenzione delle opere di bonifica. Lo fecero poco e male: presieduto per decenni dai Ferraioli, poi dal principe Felice Borghese, il Consorzio rimase controllato da pochi latifondisti (gli Antonelli, i Boffi, i Montani, i Pietrosanti, i Rappini e gli Zannelli) e dominato, tra la fine del secolo e i due decenni successivi, da Michelangelo Di Stefano. Nel 1927, a causa della sua inerzia e dei contrasti interni, l’ente fu commissariato per avviare finalmente le necessarie opere di bonifica. Retto dapprima da Pierluigi Serra e poi, a partire dal 1928, da Natale Prampolini, il Consorzio realizzò in pochi anni una grandiosa impresa di trasformazione del territorio, impiegando migliaia e migliaia di operai. Il volume, che si avvale di un ampio e accurato apparato di fonti, documenta con precisione le vicende interne al Consorzio e le opere di bonifica compiute, inserendole nel quadro della «questione della terra» e nel contesto politico e sociale della regione pontina negli anni decisivi che precedettero l’avvento del fascismo.