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L'internazionalismo difficile. La «diplomazia» del PCI e il Medio Oriente dalla crisi petrolifera alla caduta del muro di Berlino (1973-1989)

L'internazionalismo difficile. La «diplomazia» del PCI e il Medio Oriente dalla crisi petrolifera alla caduta del muro di Berlino (1973-1989) | Libri antichi e moderni | Luca Riccardi

Libri antichi e moderni
Luca Riccardi
Rubbettino, 2013
26,60 € 28,00 €
(Soveria Mannelli, Italia)

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2013
  • ISBN
  • 9788849838367
  • Autore
  • Luca Riccardi
  • Pagine
  • 756
  • Collana
  • Saggi (315)
  • Editori
  • Rubbettino
  • Soggetto
  • Relazioni internazionali, Italia contemporanea, Partito Comunista Italiano, Relazioni internazionali, Ideologie e movimenti politici di estrema sinistra, Storia d’Europa, Italia, Medio Oriente, 1970–1979
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Il Medio Oriente è stato uno dei campi principali in cui fu messo alla prova il "nuovo internazionalismo" di Berlinguer che prese corpo proprio a partire dai primi anni Settanta. Emersero alcune linee di tendenza alquanto nuove rispetto al passato. L'OLP divenne un punto di riferimento ineludibile; il rapporto con le forze politiche israeliane si trasformò da avversione a dialogo sempre più coinvolgente. Nella politica mediorientale del PCI degli anni Settanta e Ottanta si affermò un criterio pragmatico che perseguiva un obiettivo principale: la realizzazione delle aspirazioni nazionali palestinesi come chiave per una soluzione definitiva dei conflitti dell'area. "Il PCI oscillava tra realismo e moderazione - peraltro non sempre confessabile apertamente - ovvero tra realismo e inclinazione a interpretazioni "progressiste" sovente deluse e altrettanto sovente non sempre riconducibili entro il quadro rigido della teoria. Per questo (.) si manifesta l'abbandono delle estremizzazioni di giudizio quasi manicheo tra arabi e israeliani per gradualmente riconoscere quanto quelle certezze non fossero più attuali: occorreva passare dall'internazionalismo quale essenza stessa della palingenesi mondiale del comunismo ad una posizione di politica estera nella sostanza di stampo nazionale alla ricerca della stabilità del Mediterraneo." (dalla postfazione di Luigi Vittorio Ferraris)

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