L'occhio selvaggio. Sul lasciarsi vedere
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2024
- ISBN
- 9788822922106
- Autore
- Felice Cimatti
- Pagine
- 128
- Collana
- Quodlibet Studio. Città e paesaggio. In teoria
- Editori
- Quodlibet
- Formato
- 141×212×17
- Soggetto
- Filosofia della mente, Filosofia occidentale: dal 1800 in poi
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Non siamo soli. Lo sappiamo – niente è più evidente di questa scoperta – non possiamo continuare a far finta che, al mondo, ci siamo soltanto noialtri umani. Abbiamo scoperto, soprattutto, che il nostro sguardo sul mondo non solo non è l’unico sguardo di cui tenere conto, ma non è nemmeno il più importante. Tuttavia niente ci riesce più difficile da accettare dello sguardo dell’altro, di qualcuno o qualcosa che sia davvero altro da noi. Uno sguardo selvaggio, e che è selvaggio semplicemente perché ci guarda e perché non è il nostro. Ancora più difficile è accorgersi che, per guardare, non servono occhi, dal momento che siamo sotto lo sguardo non solo dei viventi non umani, ma anche e soprattutto delle cose. C’è un punto di vista virtuale in ogni cosa, o, per essere più precisi, una cosa non è altro che un punto di vista virtuale sul mondo. Il visibile è l’insieme infinito di tutti questi punti di vista. Un visibile che è visibile proprio perché non ammette sguardi privilegiati, dal momento che è visibile appunto perché tutto è visibile da tutte le cose. Il visibile non è altro che questa radicale impossibilità di ammettere uno sguardo privilegiato. Ecco allora l’urgenza di fare l’esperienza del lasciarsi vedere. Il mondo potrà mostrarsi solo quando ci permetteremo l’esperienza terribile e liberatoria del lasciarsi vedere. Allora il mondo, finalmente, sarà.