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La grammatica del potere. Genere e pensiero politico tra analisi del discorso e scritture costituenti

La grammatica del potere. Genere e pensiero politico tra analisi del discorso e scritture costituenti | Libri antichi e moderni | Giulia Caruso

Libri antichi e moderni
Giulia Caruso
Rubbettino, 2026
18,05 € 19,00 €
(Soveria Mannelli, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2026
  • ISBN
  • 9788849888737
  • Autore
  • Giulia Caruso
  • Pagine
  • 208
  • Collana
  • Università
  • Editori
  • Rubbettino
  • Formato
  • 226×146×18
  • Soggetto
  • Semantica, analisi del discorso, stilistica, Scienza e teoria politica, Studi di genere, gruppi di genere
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

La grammatica del potere indaga il linguaggio come dispositivo centrale nella produzione delle soggettività politiche e delle gerarchie di genere. Muovendo dall’assunto che la parola non sia mai neutra, ma costitutiva dei rapporti di potere, il volume analizza il nesso tra discorso, genere e politica, mostrando come le categorie di «donna», «sesso», «corpo» e «identità» siano il risultato di pratiche discorsive storicamente situate. Attraverso una prospettiva genealogica e post-strutturalista, in dialogo con il femminismo e l’analisi critica del discorso, l’opera mette in questione la presunta universalità del linguaggio politico moderno, rivelandone il carattere androcentrico e normativo. Il linguaggio emerge così come luogo di esclusione e, al tempo stesso, come spazio di possibile trasformazione: un campo di forze in cui si stabilisce chi può parlare, con quale autorità e con quali effetti. Il testo intreccia riflessione teorica e analisi storica per mostrare come le pratiche linguistiche femministe abbiano operato come scritture costituenti, capaci di produrre nuove forme di soggettivazione politica. Dalla critica filosofica delle categorie di genere alla parola militante della Resistenza, fino all’ingresso della voce femminile nelle istituzioni repubblicane, il volume evidenzia la tensione costante tra norme discorsive, possibilità di enunciazione e processi di cittadinanza. La grammatica del potere propone così una lettura del linguaggio come pratica politica situata, in cui si giocano i confini del dicibile e del pensabile. Rivolto agli studi di genere, alla filosofia politica e alle scienze sociali critiche, il volume offre strumenti concettuali per comprendere come il potere operi attraverso le parole e come, proprio nel linguaggio, possano aprirsi spazi di resistenza, risignificazione e trasformazione democratica.

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