«La malattia filosofica» ed altri scritti
«La malattia filosofica» ed altri scritti | Libri antichi e moderni | Eugenio Colorni, Luca Meldolesi
«La malattia filosofica» ed altri scritti
«La malattia filosofica» ed altri scritti | Libri antichi e moderni | Eugenio Colorni, Luca Meldolesi
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2020
- ISBN
- 9788849862195
- Autore
- Eugenio Colorni
- Pagine
- 262
- Collana
- A Colorni-Hirschman International Institute (1)
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 226×146×17
- Curatore
- Luca Meldolesi
- Soggetto
- Filosofia occidentale: dal 1800 in poi
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
"La risposta [di Eugenio ad una domanda di Ursula sull'esistenza di "circoli concentrici" di spiegazione della realtà (7 giugno 1939)] è questa: che la malattia filosofica è più difficile a estirpare che si creda, e che si annida nei luoghi e nelle persone più impensate […]. Tutte queste spiegazioni concentriche, sono appunto le 'filosofie'. Ciascuna coerente in sé, ciascuna 'vera' da un certo punto di vista, ciascuna 'bella', 'soddisfacente', 'abitabile'; a volte 'entusiasmante' […]. Nessuna meraviglia se riescono, soddisfacenti, calmanti, coerenti. Ora prendi ciascuno di questi circoli concentrici, e domandati: che cosa serve, oltre che a darmi tutte queste belle soddisfazioni? E allora vedi che quella bella concentricità e coerenza si spezza, e ciascuno di questi circoli si rivela non più un tutto chiuso in se stesso, ma qualche cosa di staccato, di frammentario. La dialettica serve ad interpretare alcuni fatti dello spirito e alcuni fenomeni storici, e basta […]. La psicologia analitica serve a guarire certe malattie nervose e a capire certi processi mentali anche dell'uomo sano: e basta […]. Kant aiuta la fisica a maneggiare a modo suo il tempo e lo spazio e la causalità. E non serve a nient'altro. Mi domandi se anche io mi inquieto constatando con che facilità il nostro pensiero pensa per analogie che poi prende per fatti. E come, se me ne inquieto! Me ne inquieto da dodici anni e appena adesso comincio trovare il bandolo della matassa".