La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche
La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche
con una spesa minima di 100,00€
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1975
- Luogo di stampa
- Torino
- Autore
- Calvino, Italo
- Pagine
- pp. [4] 208 [8].
- Collana
- Collana «Biblioteca Giovani» n. 50,
- Editori
- Einaudi (Officine Fotolitografiche S.p.a., Casarile),
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Seconda edizione.
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900
- Descrizione
- brossura rossa illustrata da un’immagine fotografica dell’universo,
- Prima edizione
- False
Descrizione
LIBROSeconda edizione.Eccellente esemplare, praticamente mai sfogliato (da segnalare solo una minima traccia di urto alla testa del dorso e un accenno di piega al taglio alto del piatto anteriore).Prima edizione nella collana «Biblioteca giovani», riproduce il contenuto dell’edizione pubblicata per Club degli Editori nel 1968. La collana, curata da Giulio Bollati, era indirizzata al pubblico delle scuole e questo di Calvino «che chiude la nostra serie è certo molto diverso da quelli che lo precedono: le narrazioni che contiene non hanno un argomento “storico” [.]» (dalla nota nelle pagine non numerate poste in fine. -- «Il desiderio di rompere il silenzio creativo tornando come a esordire una seconda volta fu soddisfatto dall’invenzione del “racconto cosmicomico”, un genere letterario destinato a rimanere fino al 1968 l'occupazione esclusiva del Calvino narratore. Da Einaudi uscirono nel 1965 la raccolta di dodici racconti “Le Cosmicomiche” e nel 1967 gli undici testi di “Ti con zero”, mentre apparve nel 1968 una silloge fuori commercio destinata al Club degli Editori, “La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche”. L’universo più i comics, cioè i fumetti, era la formula-base di quelle storie: “Combinando in una sola parola i due aggettivi cosmico e comico ho cercato di mettere insieme varie cose che mi stanno a cuore. [.] Nell’uomo primitivo e nei classici il senso cosmico era l'atteggiamento più naturale; noi invece per affrontare le cose troppo grosse abbiamo bisogno d'uno schermo, d’un filtro, e questa è la funzione del comico» (Premessa a “La memoria del mondo e altre cosmicomiche”)» (Scarpa, voce DBI, 2013).