La SINISTRA al POTERE e altri SAGGI. [Con l'interessante e rara scheda dell'editore sulla collana "Historia", concepita come "europea" e diretta appunto dal Morandi, che annuncia questo primo libro e annuncia aktri 3 libri, di cui uno era di Salvemini]
La SINISTRA al POTERE e altri SAGGI. [Con l'interessante e rara scheda dell'editore sulla collana "Historia", concepita come "europea" e diretta appunto dal Morandi, che annuncia questo primo libro e annuncia aktri 3 libri, di cui uno era di Salvemini]
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1944
- Luogo di stampa
- Firenze
- Autore
- Morandi Carlo (Suna 1904 - Firenze 1950)
- Editori
- Barbèra - Tipografia l'Impronta
- Soggetto
- Politica - Legature - Storiografia
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-8° (cm. 19,8), pp. 148. Deliziosa legatura originale in cartoncino decorato con moduli di rose, fogle e api, con titolo in rosso su etichetta entro complessa cornice ornata. La polemica sul Risorgimento. Depretis, Corrrenti, Stradella, Documenti INEDITI in appendice. MORANDI, un grande innovatore del metodo della ricerca storica. Fitta fu la sua collaborazione con la rivista fondata nel 1940 da Giuseppe Bottai, personaggio di spicco del regime fascista, "Primato": a lui fu affidato "il compito di illustrare la prospettiva europeista della linea editoriale della rivista, partendo dal superamento del principio ottocentesco di nazionalità per proiettarsi verso il Nuovo Ordine Europeo" (Mirella Serri, I Redenti, 2009). Dopo la seconda guerra mondiale ripudiò la sua giovanile adesione al fascismo, fornendo, nel suo libro più celebre, I partiti politici in Italia dal 1848 al 1924, un'interpretazione storiografica della storia italiana prefascista fortemente orientata verso le tesi crociane e gramsciane; sul comunismo italiano sostenne ad esempio che nacque da "una profonda esigenza di cultura, uno spirito fresco e libero, una netta intransigenza rivoluzionaria". Egli, a guerra conclusa, definirà la sua esperienza di collaborazione con il fascismo come "servitù volontaria". Morandi, pur insegnavndo a Fierenze, si era ritirato a Barga dopo l'8 settembre, e ritornò a Firenze dopo la liberazione dell'11 agosto 1944.