La très sainte trinosophie
La très sainte trinosophie
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1978
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Conte di Saint-Germain [S. Germain de Gordes]
- Editori
- Edizioni Mediterranee
- Formato
- 22.5 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Prima edizione italiana. "Biblioteca ermetica" 1 - Brossura editoriale con bandelle, 187 pagine con illustrazioni in nero a corredo del testo. Traduzione integrale del manoscritto unico della Biblioteca di Troyes, preceduto da una ricerca bibliografica e storica di René Alleau e seguito da una postfazione di Stefano Andreani; traduzione dall'originale francese di Maria Luisa Moletta. Copia eccellente, in massima parte ancora intonsa (a fogli chiusi) -- Il mitico conte di Saint-Germain è figura sospesa tra ciarlataneria e saggezza e rispetta in pieno i canoni della temperie culturale in cui vive. René Alleala, nel saggio che precede il volume, opera una vasta ricerca storica sul conte di Saint-Germain, mettendone in luce gli aspetti mitici e quelli reali e cercando di delinearne la complessa personalità. "La Très Sainte Trinosophie" è la « storia » di un viaggio iniziatico e raccoglie in sé tutti gli apporti simbolici di quell'ermetismo, così tipico del Settecento, legato alla cultura massonica da una parte e alla tradizione alchemica dall'altra. La ricchezza di simboli dell'operetta è realmente enorme e può permettere una attenta e utile serie di decrittazioni, come ancora una vera e propria irruzione del fantastico di cui si deve saper cogliere l'aspetto labirintico sotto la bella specie delle metafore del « sacro ». Non per nulla il viaggio iniziatico si conclude con le parole JE VIS, che possono essere facilmente riconducibili al tetragramma sacro nella « langue des oiseaux ». Seppure opera collettiva, "La Très Sainte Trinosophie" realizza perfettamente l'archetipo del « viaggio esoterico », trasportando il lettore in una geografia dell'anima difficilmente dimenticabile. Una postfazione di Stefano Andreani descrive brevemente alcuni riferimenti simbolici e indica alcuni possibili modi di lettura.