Lettera autografa firmata inviata alla “Nobil Donna la Signora Silvia Curtoni Verza”, Verona
Lettera autografa firmata inviata alla “Nobil Donna la Signora Silvia Curtoni Verza”, Verona | Libri antichi e moderni | Rosmini, Carlo
Lettera autografa firmata inviata alla “Nobil Donna la Signora Silvia Curtoni Verza”, Verona
Lettera autografa firmata inviata alla “Nobil Donna la Signora Silvia Curtoni Verza”, Verona | Libri antichi e moderni | Rosmini, Carlo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1808
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Rosmini, Carlo
- Pagine
- manoscritto a inchiostro bruno. Un bifolio con piegature a busta, scritte tre pagine.
- Formato
- 180x240 mm,
- Soggetto
- StoriaDialettali e Storia LocaleLettere e cartoline
Descrizione
AUTOGRAFODocumento originale.In ottime condizioni.La destinataria della lettera è la scrittrice veronese Silvia Curtoni Verza, imparentata con i Maffei, colta nobildonna che girò l’Europa, conoscendo francese e tedesco, e frequentò alcuni dei più bei nomi della letteratura ottocentesca. Marogna è probabilmente un componente della omonima famiglia nobile veronese. “La povera Cicognara” è Massimiliana Cislago, moglie del nobile Francesco Leopoldo Cicognara, morta nel gennaio 1807. “L’Albrizzi” è la letterata di origine greca Isabella Teotochi Albrizzi. Il Filelfo citato è Della vita e degli scritti di Francesco Filelfo da Tolentino. -- «Che non avrete voi detto di me mia cara Contessa, e quanto a ragione mi avrete dichiarato zotico ed incivile! Pure ascoltatemi. Ieri m’incontrai in Marogna ch’eran presso che otto mesi ch’io non vedea, così la mancanza della povera Cicognara ha disperso e disgiunte tutte le persone che intorno a lei raccoglievansi […] mi disse che avea ricevuto da voi, eran già trascorsi sei mesi, l’aureo libretto de’ vostri ritratti per me, che io allora era in campagna, e che in appresso l’avea pienamente dimenticato […] e l’ebbi questa mattina, e non lo lessi già ma il divorai. Io vi ripeto, quel che vi scrissi l’anno scorso, che il vostro libretto è tale da viver sempre in compagnia degli amici illustri che in esso delineaste. Io lessi quello dell’Albrizzi, e non negando a lei molto ingegno e vivace, trovo il vostro stile egualmente vibrato, come si conviene a tali opere, ma più sano, più corretto e più vario: la qual ultima lode non è di piccola importanza in simili componimenti […] Per dirvi almeno cosa di me, io grazie a Dio sono sanissimo, ed occupato a correggere la stampa del mio Filelfo che in pochi mesi vedrà la luce. Sarà diviso in tre volumi […] Carlo Rosmini».
Edizione: documento originale.