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Lineamenti d'Economia Politica

Libri antichi e moderni
Leone Enrico
Tipografia Editrice Nazionale, 1914
60,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1914
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Leone Enrico
  • Editori
  • Tipografia Editrice Nazionale
  • Soggetto
  • Economia politica, Autografi, Prime edizioni
  • Sovracoperta
  • False
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Lingue
  • Italiano
  • Copia autografata
  • True
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

In-8°, pp. VI, 675, legatura del tempo t. tela con riporto delle brossure originali ai piatti e al dorso. Dedica autografa dell'autore al titolo. 2 tavv. ripiegate in fine con complessive 25 figure. Un lavoro di tarlo al piatto. Buon esemplare. Prima edizione di uno dei maggiori trattati del Leone, assieme ad Arturo Labriola il massimo rappresentante italiano del sindacalismo rivoluzionario. 'Il pensiero politico ed economico del Leone si svolge secondo due principali direttive: la revisione del marxismo e il tentativo di fornire al movimento operaio una dottrina rivoluzionaria incentrata sull'autonomia della classe. Non sempre coincidenti, in grado di dar luogo a esiti contraddittori, pure i due momenti della riflessione del Leone presentano notevoli elementi d'interesse. Gravida di sviluppi è infatti l'impostazione 'edonistica' che il Leone diede alla revisione della dottrina marxista: subendo l'influenza di G. Sorel e V. Pareto, ma soprattutto di economisti marginalisti come Loria, A. Graziani, M. Pantaleoni, L. Walras, W.S. Jevons, il Leone dà progressivamente vita a un sistema, che potremmo definire 'neomarxista', originale. Esso parte dal postulato edonista consistente nel porre quale fondamento all'agire economico dei soggetti sociali la legge naturale del 'minimo mezzo': ogni uomo tende cioè naturalmente a raggiungere il massimo utile economico attraverso il minor sforzo (o 'pena' o 'quantità di lavoro') possibile. Il sistema capitalistico di produzione, considerato dal Leone un pervertimento di questa legge naturale, che se lasciata dispiegarsi liberamente porterebbe a un equilibrio degli agenti economici, quindi a un'uguaglianza effettiva dei beni posseduti e dei 'piaceri' ottenuti, viene perciò contestato e sovvertito a partire da premesse ultraliberiste, originalmente fuse con motivi marxiani' (Daniele D'Alterio in D.B.I., LXIV, 2005).

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