Lineamenti di una bioetica della cura. Ripensando l’esperienza della pandemia
Lineamenti di una bioetica della cura. Ripensando l’esperienza della pandemia | Libri antichi e moderni | Marianna Gensabella Furnari
Lineamenti di una bioetica della cura. Ripensando l’esperienza della pandemia
Lineamenti di una bioetica della cura. Ripensando l’esperienza della pandemia | Libri antichi e moderni | Marianna Gensabella Furnari
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2023
- ISBN
- 9788849871012
- Autore
- Marianna Gensabella Furnari
- Pagine
- 198
- Collana
- Università
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 240×120×10
- Soggetto
- Bioetica, Impatto sociale delle calamità, Epidemiologia e statistica medica
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
In molti avvertiamo l’esigenza di ripensare la bioetica a partire da alcune verità sulla condizione umana che l’esperienza della pandemia ha reso tangibili: la vulnerabilità, la consapevolezza di dipendere gli uni dagli altri, l’incertezza. Tra tutte è la vulnerabilità l’idea trainante, che reca in sé un’istanza di rinnovamento. Il testo propone un’analisi critica della sua presenza in bioetica; esamina la possibilità di una teoria che ne distingua le forme; ricerca, infine, la connessione tra vulnerabilità e cura, attraverso una rilettura dei saggi che Warren Reich ha dedicato, tra la fine degli anni ’80 e gli inizi del 2000, all’intreccio dei due temi e alla proposta di un “nuovo” paradigma di cura. La parte centrale del testo rilancia la proposta, chiarendone l’impianto teorico. Traccia i lineamenti di “una bioetica della cura”, insistendo sulla sua doppia origine: l’etica della cura e una riflessione sulla condizione umana che muove dal concetto heideggeriano di Cura e dalle filosofie di Lévinas e Jonas. Da tali premesse teoriche derivano i fondamenti e il metodo di questa bioetica, che esamina i problemi a partire dalle relazioni, senza rinunziare a proporre principi che orientino le relazioni di cura, e virtù che ne consentano una buona pratica. L’intento è promuovere una bioetica che, nelle diverse sedi in cui opera, sia sempre di più una “bioetica della prossimità”.