Lo stretto sentiero del profondo Nord
Lo stretto sentiero del profondo Nord
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2022
- ISBN
- 9788806251154
- Autore
- Bashô Matsuo, Candiani C. (Cur.), Ozumi A. (Cur.)
- Pagine
- pagine 152
- Collana
- Gli struzzi
- Editori
- Einaudi
- Formato
- In-16
- Illustratore
- br.
Descrizione
Un racconto di viaggio può essere molte cose diverse: un semplice rapporto, un portolano, un promemoria, un romanzo di formazione, un taccuino di appunti, magari in forma di disegni, una raccolta di incontri con volti e persone, un reportage, la cronaca di una fuga, persino un canzoniere. Questo di Bashô, è un pellegrinaggio e nel contempo il ritratto più preciso e profondo del Giappone e del suo spirito, che incontra la lingua italiana nella magia della traduzione di Chandra Candiani e Asuka Ozumi. Siamo nel 1688, Bashô è forse il più grande poeta contemporaneo. Il percorso narrato, in realtà solo parte di un itinerario più lungo, dura circa centocinquanta giorni in un territorio all'epoca quasi selvaggio, comunque pericoloso: «ho [.] intrapreso questo pellegrinaggio in terre remote nella consapevolezza della vacuità di tutte le cose, pronto a rischiare la vita». La scrittura del viaggio, tuttavia, si prolunga per altri cinque anni, durante i quali Bashô, poeta e maestro di poeti, Maestro zen, inquieto e instancabile viandante, ricorda, probabilmente affina e precisa, forse aggiunge, o elimina, un verso, uno haiku, una parola. Insomma, modifica la cronaca diaristica fino a farne opera , composta tanto dal viaggio in un territorio concreto, fatto di natura incontaminata non meno che di monumenti lasciati dagli uomini e di sterminate reminiscenze letterarie, quanto dal racconto del viaggio dentro un'anima. Lo stretto sentiero del profondo Nord - scrive Asuka Ozumi nella sua prefazione - viene considerato il «capolavoro assoluto» di Bashô. «I mesi e i giorni sono eterni viandanti, e così gli anni, che vanno e vengono, sono viaggiatori. Per chi trascorre la vita su una barca, per chi invecchia tirando il morso del cavallo, ogni giorno è viaggio, e il viaggio è la sua casa [.] Io pure, da chissà quando, sono stato preso dalla brama di errare, invogliato da una nuvola sperduta sospinta dal vento, e ho vagato per le coste».