Lucubrationes aliquot Laurentii Vallae, ad linguae Latinae restauratio non spectantes. Quorum catalogum sequenti pagina reperies.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1532
- Luogo di stampa
- Lugduni
- Autore
- VALLA, Lorenzo - CARLOWITZ von, Christoph,
- Pagine
- pp.
- Editori
- Lugduni, Apud Gryphium, 1532,
- Soggetto
- Libri Antichi
- Stato di conservazione
- Buono
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
>In-8 (mm 170x120), pp. 809, (31) di indice alfabetico, bella marca tipografica raffigurante il grifone al frontespizio ed al verso dell'ultima carta, alcune iniziali ornate. Assai bella legatura in piena pelle con 3 nervi al dorso, piatti decorati con impressioni geometriche a secco , conservati i 4 legacci in pelle allumata. Antica nota cassata al frontespizio e al verso dell'ultima c. Alcune macchie sparse ad alcune pagine. L'angolo inferiore della seconda parte del volume è interessato da lavori di tarlo (testo solo marginalmente intaccato) e da una gora. Abili restauri alle cerniere della legatura e ad una cuffia. Volume nel complesso discreto, saldamente legato. Non comune edizione originale dell'opera di Valla, con un capitolo introduttivo di Christoph von Carlowitz (1507-1574), importante consigliere elettorale in Sassonia e capitano di Joachimsthal Boemia, oltre che una delle figure più influenti dell'era della Riforma alla Corte di Dresda.
Lorenzo Valla (1407-1457) fu Umanista di famiglia piacentina. Dopo aver condotto i suoi studi a Roma, si trasferì a Pavia dove insegnò eloquenza fino al 1431. Dopo svariati spostamenti nel 1437 si stabilì a Napoli, dove operò come segretario di re Alfonso di Aragona, che costantemente lo protesse. Con le sue spietate critiche alla Chiesa cattolica dell'epoca fu un precursore di Lutero. "Complessa e significativa figura del Quattrocento italiano, Valla esprime la più matura cultura umanistica per la connessione posta tra le humanae litterae e la vita civile, per la polemica contro i barbarismi della cultura scolastica, per l'impegno filologico e storico". Era sua la convinzione che fosse stata proprio un'insufficiente conoscenza del latino la vera causa del linguaggio ambiguo di molti filosofi. H. Baudrier, Bibliographic Lyonnaise..., vol. VIII, p. 65.