Manzoni. Il linguaggio delle passioni
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2018
- ISBN
- 9788876676789
- Autore
- Elena Maiolini
- Pagine
- 419
- Collana
- Strumenti di letteratura italiana (68)
- Editori
- Cesati
- Formato
- 162×233×25
- Soggetto
- Manzoni, Alessandro, Studi letterari: 1800–1900 ca., Studi letterari: narrativa, romanzieri e scrittori di prosa, Italiano
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Rappresentare e narrare le passioni sui palcoscenici o nei romanzi è uno strumento di corruzione morale o una via verso la verità dell'uomo? La questione è vitale, e Manzoni vi riflette a lungo, confrontandosi idealmente con i filosofi morali del Seicento francese che avevano messo in guardia dal «langage des passions». Commentatore di Corneille, Racine e Shakespeare, Manzoni, drammaturgo e romanziere, risponde elaborando un lessico largamente debitore nei confronti di quegli stessi filosofi, «osservatori profondi e sottili» dell'interiorità. Ricostruito il dibattito tra Sei e Ottocento sulla legittimità morale della letteratura, il libro allestisce una sorta di lessico ideologico manzoniano intorno agli ambiti semantici della superbia, dell'"amour-passion" e dell'ira, muovendosi su tre poli uniti da consonanze significative: la trattatistica secentesca (Pascal, Bossuet, Nicole, Bourdaloue e Massillon), i drammi commentati dal Manzoni critico teatrale e gli scritti creativi del Manzoni drammaturgo e romanziere. Nella seconda parte un'antologia di testi ripercorre l'opera letteraria e argomentativa dell'autore attraverso cinque parole chiave che coincidono con cinque vizi capitali: la superbia (con due varianti sul tema nelle categorie del morso e del punto), l'invidia, l'ira (inseguita anche dalla declinazione del furore), la lussuria e l'accidia. Il linguaggio delle passioni manzoniano è così ricostruito all'interno di uno scavo che incrocia, con il romanzo e il teatro, la critica letteraria e teatrale, e la filosofia. Ne emerge una volta di più il respiro europeo di un'arte sostanziata di pensiero.