Marx e il denaro. 1835-1883
Marx e il denaro. 1835-1883 | Libri antichi e moderni | Nicola De Ianni
Marx e il denaro. 1835-1883
Marx e il denaro. 1835-1883 | Libri antichi e moderni | Nicola De Ianni
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2021
- ISBN
- 9788849864533
- Autore
- Nicola De Ianni
- Pagine
- 390
- Collana
- Varia (1)
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 226×146×28
- Soggetto
- Teoria e filosofia economica, Storia economica, Ideologie e movimenti politici di estrema sinistra, Tradizioni filosofiche e scuole di pensiero, XIX secolo, 1800–1899
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Karl Marx, filosofo ed economista che ha dedicato gran parte della vita a studiare il capitale e il capitalismo ebbe con il denaro un rapporto a dir poco complesso. Ebreo, figlio di un avvocato che aveva dovuto rinunciare alla sua religione per poter esercitare la professione, trattò, in due dei suoi primi studi, La questione ebraica e I manoscritti economici filosofici del 1844, il rapporto con il dio denaro, compiendo una critica radicale, estesa poi all’intera società. Nello stesso periodo conobbe Friedrich Engels avviando un sodalizio umano e professionale durato tutta la vita. Dopo il fallimento della rivoluzione tedesca del 1848, Marx fu costretto ad espatriare a Londra dove rimase sino alla morte vivendo per molti anni in condizioni di miseria, senza poter garantire ai figli, alla moglie e a sé stesso neanche quanto necessario per una esistenza modesta, aiutato finanziariamente dall’amico Engels. Il lavoro si suddivide in tre parti che corrispondono agli stati d’animo di Marx verso il denaro: la sufficienza (1835-1849), la sofferenza (1849-1869), l’equilibrio (1869-1883). Nella prima si affronta il rapporto con il denaro del Marx studente (a Bonn e a Berlino) e poi giornalista in Germania (a Berlino, Colonia e Dresda) e quindi ancora a Parigi, Bruxelles e nuovamente a Colonia. In questo periodo Marx ha con il denaro un rapporto di sufficienza, se ne mantiene a distanza per via di un’impostazione teorica che ne consente, all’atto pratico, soltanto un uso distaccato. Nella seconda parte, che si inaugura con l’arrivo di Marx a Londra e per i successivi venti anni, l’indicibile sofferenza per le condizioni materiali sue e della sua famiglia raggiunge vertici di miseria assoluta. Marx è spesso travolto dagli avvenimenti ed incapace di stabilire con il denaro un qualsiasi rapporto positivo. Nella terza parte, ottenuto da Engels un vitalizio sufficiente a garantirgli un equilibrio economico, Marx ritorna alla vita normale in cui non c’è più al centro, come ossessione, il denaro.