Morgana e Melusina. La nascita delle fate nel Medioevo - fuori catalogo - perfette condizioni
Morgana e Melusina. La nascita delle fate nel Medioevo - fuori catalogo - perfette condizioni | Libri antichi e moderni | harf - lancner, silvia vacca
Morgana e Melusina. La nascita delle fate nel Medioevo - fuori catalogo - perfette condizioni
Morgana e Melusina. La nascita delle fate nel Medioevo - fuori catalogo - perfette condizioni | Libri antichi e moderni | harf - lancner, silvia vacca
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1989
- Luogo di stampa
- torino
- Autore
- harf - lancner
- Editori
- einaudi
- Traduttore
- silvia vacca
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Legatura
- Brossura
- Prima edizione
- True
Descrizione
Einaudi 1989
Prima edizione italiana. "Einaudi Paperbacks", 203 - Brossura editoriale di xviii-572 pagine. -- Dalla sovrapposizione delle antiche Parche, di tradizione classica, e delle dame della foresta che popolano i racconti meravigliosi e il cui cammino incrocia sovente quello dei mortali, nasce nel corso del XVIII - e lentamente si evolve - una nuova figura tipicamente letteraria, quella della fata, dea amante e al tempo stesso signora del destino. Da un folclore diffuso scaturiscono allora racconti "melusiniani" e "morganiani", che fioriscono particolarmente rigogliosi nella mitologia irlandese e in quei cicli bretoni a cui attingeranno copiosamente i romanzieri francesi. Lì trovano origine Lancillotto e la Dama del Lago, Morgana e Merlino. Di questi racconti meravigliosi, sulla scia di Propp, Harf-Lancner individua le strutture profonde nelle relazioni dell'amante soprannaturale con gli esseri umani e definisce gli schemi dei due temi fondamentali "melusiniani" e "morganiani": ovvero il caso della fata che passa nel mondo dei mortali, incontra l'eroe e stringe con lui un patto che poi sarà violato; e il caso della fata che, viceversa, attira l'eroe nell'aldilà, lo induce a contravvenire a un divieto e a soggiornare in un mondo ultraterreno da cui forse non farà ritorno. Dall'incontro fra cultura dotta e cultura popolare prende forma un altro orizzonte dell'immaginario medievale e si delinea una figura, quella della fata per l'appunto, destinata a rimanere nel patrimonio di credenze dei secoli successivi; sottoposta a un processo di razionalizzazione, la fata perderà col tempo i suoi connotati di essere soprannaturale estraneo alla religione cristiana e prenderà le più comuni fattezze mortali di una custode di arti magiche.