Mostra d'arte italiana a Palazzo Venezia 1945. Associazione Nazionale per il restauro dei monumenti danneggiati dalla guerra
Mostra d'arte italiana a Palazzo Venezia 1945. Associazione Nazionale per il restauro dei monumenti danneggiati dalla guerra
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1945
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- (Umberto Zanotti Bianco)
- Editori
- Arti Grafiche Danesi
- Soggetto
- simple, arte italiana
Descrizione
In 16 (cm 12 x 16,5), pp. (36). Qualche brunitura alle pagine. Brossura editoriale. Catalogo (non illustrato) della mostra di dipinti di arte italiana organizzata a Venezia, nelle sale di Palazzo Ducale, alla fine della guerra, dall'archeologo Umberto Zanotti Bianco, autore anche del testo introduttivo (non firmato). Dopo la fine del conflitto, con il concorso degli Alleati, Zanotti Bianco, insieme a Emilio Lavagnino, organizzo' due mostre a Venezia con le opere che erano state custodite nei depositi per proteggerle dai bombardamenti. Un gruppo di studiosi e di cultori dell'arte volle quindi costituire l'Associazione Nazionale per il restauro dei monumenti danneggiati dalla guerra con l'intento di raccogliere fondi, anche attraverso le mostre, per restaurare le opere danneggiate durante la guerra. Questa mostra del '45, la prima del genere pensata e messa in piedi da italiani, contribui' a riconoscere nel patrimonio artistico uno dei principali strumenti per ricostruire un nuovo e democratico rapporto tra la cultura e la societa' del paese. Anche la scelta di Palazzo Venezia non fu casuale. La volonta' fu quella di riconsegnare alla collettivita' un patrimonio di arte, di storia e di cultura che era stato sottratto da un duplice potere, il regime fascista e l'esercito tedesco. Scrive Zanotti Bianco nella Premessa: "Questa Mostra d'Arte costituisce la prima grande iniziativa culturale organizzata e realizzata completamente da Italiani dall'inizio della guerra e vuole fari rivolgere il pensiero di tutta la Nazione, attraverso la visione delle opere d'arte, al grave urgente problema.". La mostra comprendeva opere provenienti sia da collezioni private che da Gallerie dello Stato. Questi ultimi erano dipinti provenienti specialmente dall'Italia settentrionale, depositati in un primo momento nelle Marche, in Umbria e nel Lazio; quindi - "all'approssimarsi della bufera" - trasferiti in Vaticano. Sono elencate nel catalogo 117 opere.