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Non si salva il pianeta se non si salvano le città. Ediz. italiana e inglese

Libri antichi e moderni
Giancarlo Consonni
Quodlibet, 2024
11,40 € 12,00 €
(Macerata, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2024
  • ISBN
  • 9788822922595
  • Autore
  • Giancarlo Consonni
  • Pagine
  • 128
  • Collana
  • Elements
  • Editori
  • Quodlibet
  • Formato
  • 187×115×13
  • Soggetto
  • Urbanistica e pianificazione: aspetti architettonici, Pianificazione e politiche urbane e comunali
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano, Inglese
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

L’urbanità e i saperi operanti nel fare città sono entrati in crisi. Quei saperi avrebbero potuto costituire la base di un pensiero teorico-pratico in fatto di città e, più in generale, in tema di vita associata e di politica, utile a fornire strumenti di orientamento al consorzio umano nel mutare delle condizioni storiche. Ma questo non è avvenuto; sicché il lascito delle città non è sufficiente a fare da guida nel mutamento. Resistono, almeno in parte, le vestigia delle città storiche, ma per i più queste rimangono mute e, comunque, impossibilitate a fecondare il divenire. Così le città sono esposte a un duplice attacco: quello devastante delle guerre e quello capillare della rendita immobiliare, che, con la sua azione selettiva, impoverisce via via il potenziale più prezioso dei contesti urbani: il loro essere realtà socialmente complesse e il laboratorio primario delle regole dell’umana convivenza e della sua messa in valore. Mentre negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza circa la portata della crisi climatica e le azioni necessarie alla tutela del pianeta, il tema della difesa delle città – posto con grande lucidità da Giorgio La Pira nel 1954 – è del tutto trascurato. Anche la dimensione estetica lo testimonia: in un contesto ossessionato dalla ricerca di un bello individuale, la bellezza civile (Giambattista Vico) si è dissolta con l’impoverirsi dei quadri relazionali. La risposta non può che essere la messa al centro della questione urbana: occorre armare le città di urbanità e inclusione e di una bellezza interprete della gioia del convivere.

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