OLGA A BELGRADO
OLGA A BELGRADO | Libri antichi e moderni | Brin Irene (Maria Vittoria Rossi)
OLGA A BELGRADO
OLGA A BELGRADO | Libri antichi e moderni | Brin Irene (Maria Vittoria Rossi)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1943
- Luogo di stampa
- FIRENZE
- Autore
- Brin Irene (Maria Vittoria Rossi)
- Editori
- VALLECCHI
- Soggetto
- BELGRADO LUBIANA JUGOSLAVIA SERBIA BEOGRAD LIBRI SEQUESTRATI, EDIZIONI RARE
- Lingue
- Italiano
Descrizione
19,5x13 cm; 215, (5) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta illustrata (qualche macchiolina, strappetto e piccoli difetti alla sopraccoperta). Leggera brunitura al margine esterno delle pagine. Prima, rara, edizione dello scritto più celebre della grande scrittrice, giornalista e traduttrice e viaggiatrice, Irene Brin (pseudonimo di Maria Vittoria Rossi) nata a Bordighera (Imperia) nel 1914. Collaboratrice di numerosi giornali già in giovanissima età fu apprezzata da gran parte del mondo intellettuale italiano dove strinse un'ottima amicizia con Longanesi e Montanelli. Nel 1937 Maria Vittoria Rossi divenne Irene Brin: lo pseudonimo le fu attribuito da Leo Longanesi, che invitò la giornalista a collaborare al rotocalco settimanale Omnibus. Olga a Belgrado è riconosciuta da tutti come l'opera migliore della Brin. Questa prima edizione del dicembre del 1943 è rarissima in quanto, come raccontò in seguito la stessa Brin fu sequestrato quasi dovunque perché il titolo e il contenuto sembravano troppo favorevoli ai partigiani jugoslavi. Venne poi ripubblicato da Elliot nel febbraio dell'anno seguente. L'opera è una specie di diario di guerra che descrive la Jugoslavia dei primi anni quaranta con una sensibilità e una precisione considerata ancora oggi assai rara. L'autrice nel maggio del 1941 aveva raggiunto il marito Gasparo del Corso in Jugoslavia dove prestava servizio come ufficiale. L'autrice doveva fermarsi qui pochi mesi ma invece vi si trattenne per tre anni. É visitando Belgrado e Lubiana, attraversando villaggi e località turistiche abbandonate e distrutte che l'autrice riesce a dare una descrizione vivida e profonda dell'atrocità della guerra e della forza dell'idea di libertà. Opera assai rara.