Orlando Furioso. Tradotto in versi latini dall' Illustrissimo Signor Marchese Torquato Barbolani dei Conti di Montauto tenente colonnello di cavalleria nelle truppe di Toscana di S.M.I.
Orlando Furioso. Tradotto in versi latini dall' Illustrissimo Signor Marchese Torquato Barbolani dei Conti di Montauto tenente colonnello di cavalleria nelle truppe di Toscana di S.M.I.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1756
- Luogo di stampa
- in Arezzo
- Autore
- Ariosto Ludovico
- Editori
- per Michele Bellotti all'Insegna del Petrarca
- Soggetto
- Letteratura italiana, Traduzione latine
- Descrizione
- *Hardcover
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano, Latino
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
2 volumi in-4° (290x215mm), pp. VII (1) bianca, 435 (1) bianca; 421, (3) di elenco degli associati dell'edizione. Legatura in mezza pergamena ottecentesca con angoli, piatti rivestiti di carta marmorizzata, titoli e tomaisons dorati su due distinti tasselli ai dorsi (l'uno verde, l' altro rosso), tagli gialli. Due belle antiporte calcografiche, una con 'bellissimo ritratto' (così lo definiscono Agnelli e Ravegnani) dell' Ariosto inciso da Andrea Bolzoni e una con il ritratto del traduttore. Frontespizio del primo volume in rosso e in nero con vignetta in rame. Testo su duplice colonna, una recante il testo ariosteo in carattere tondo, l'altra la versione latina del Barbolani in carattere corsivo. Dedicatoria - con un capolettera figurato e una testatina figurata con putti sorreggenti lo stemma cardinalizio del dedicatario - di Michele Bellotti al Cardinale Giovan Francesco Banchieri, Legato di Ferrara. Al I vol., sonetto prefatorio di Anton Filippo Adami dedicato al Barbolani. A ogni canto sono premessi un argomento e un allegoria, anch'essi in testo bilingue. Iniziali e finali di ogni canto ornati. Più che buon esemplare. Edizione originale della versione latina del 'Furioso' del Barbolani. In precedenza, era stata tentata solo un'altra versione latina del poema ariosteo, apparsa ad Osimo nel 1570 senza grande fortuna, di eccezionale rarità e invano ricercata sia dal Ferrazzi che da Agnelli e da Ravegnani, zelantissimi bibliografi delle edizioni ariostee. Nel 1659 apparve poi a Roma una versione latina del solo primo canto realizzata da Bernardino Filippini, 'senonchè cotesta riduzione, non in esametri latini, ma in esametri italiani è stata purtroppo condotta' (Agnelli-Ravegnani). I due studiosi ritengono che la presente sia anche l'unica edizione della versione del Barbolani. Il Guidi accennò ad una seconda edizione, veneziana, del 1772, che figurerebbe nel Catalogo Zambeccari di Padova del 1831, ma con tale genericità e quasi fantomaticità di indicazioni da far propendere Agnelli e Ravegnani per la sua inesistenza. Il marchese Barbolani, anche noto con il nome arcade (nell'aretina Accademia dei Forzati) di Adelaste Corifasiano, nacque in Arezzo in data imprecisata del secolo decimottavo. Letterato di qualche ingegno, tradusse in latino anche le 'Satire' ariostee. Si spense nel 1756 a Roma. Agnelli-Ravegnani, II, p. 317; 'Bella edizione ottimamente impressa'. Guidi, 169. Ferrazzi, 166. Baruffaldi, 307. Crescimbeni, II, 351. Brunet, I, 440. Graesse, I, 199. Inghirami, Bibliografia storica della Toscana, passim. Manca a Gamba e Razzolini-Bacchi della Lega.