Per la coscienza della nuova Italia
Per la coscienza della nuova Italia | Libri antichi e moderni | (Carrà, Carlo, Copertina Di) Francesco Penazzo
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Per la coscienza della nuova Italia | Libri antichi e moderni | (Carrà, Carlo, Copertina Di) Francesco Penazzo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1914
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- (Carrà, Carlo, Copertina Di) Francesco Penazzo
- Pagine
- pp. 14 [2].
- Editori
- s. n. (al verso dell’ultima carta: A. Bertarelli & C.),
- Formato
- in 4°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- FuturismoStoria
- Descrizione
- brossura a singolo punto metallico, con copertina interamente disegnata a colori da Carlo Carrà (quarta di copertina muta);
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROEdizione originale.Eccellente esemplare.Rarissimo pamphlet interventista dedicato «Ai Signori neutralisti» (così in piccolo al frontespizio, subito sopra il titolo e sotto l’autore, in modo che che si legge: «Francesco Penazzo ai Signori neutralisti PER LA COSCIENZA DELLA NUOVA ITALIA») e composto con la verve con la quale i futuristi componevano i loro famosi manifesti. Sole quattro copie registrate nel catalogo ICCU: oltre alla BNC Firenze, la copia del collezionista dannunziano e futurista Guglielmo De Gaudenzi alla BU Genova, la copia della Cameriniana in provincia di Padova, e quella della Biblioteca di Storia a Roma. OCLC aggiunge le copie della Civica di Rovereto, dell’Università Cattolica di Milano e del Kunsthistorisches Institut in Florenz, sempre in Italia, e una sola copia all’estero, a «La contemporaine» di Nanterre. L’opuscolo manca alla stragrande maggioranza delle grandi collezioni private d’avanguardia, sia in Italia che all’estero. -- Pubblicato mentre infuriavano le manifestazioni interventiste (i futuristi Marinetti e Boccioni furono arrestati proprio a fine settembre 1914), venne distribuito all’interno dei circuiti nazionalisti ma presto ne venne proibita la diffusione e la maggior parte delle copie finirono distrutte. Tra le carte Carrà all’Archivio del Novecento del MART è noto un bigliettino di Penazzo coevo alla pubblicazione dell’opuscolo (20 novembre) in cui l’autore scrive all’artista «Avendo pacchi già confezionati di 250 opuscoli, così ho spedito a Prezzolini tale quantità, sconto 40%, oltre a 25 manifesti. Oggi faccio anche spedizione a Torino e scrivo a Napoli pcr la stessa cosa. Ciao di cuore» (Del Puppo, Giotto, Rimbaud, Paolo Uccello, in «Lettere italiane» 56/2, p. 245). E proprio su «La Voce» fondata da Prezzolini sarà una recensione a notare per prima come «la cosa migliore di questo opuscolo è la copertina di Carrà», di rara efficacia e bellezza pittorica, che sfoggia di un titolo parolibero composto in stile collage su fondo tricolore (anticipatore dello stile impiegato da Ardengo Soffici sulla copertina del suo «BiF§ZF») e un cuneo futurista che s’innalza dalla sinistra del margine basso, recando il motto «SILURARE»; a destra del piede un’altra invenzione che ricorda Soffici (quello della copertina dell’opuscolo di Tavolato «Contro la morale sessuale 20C»), il prezzo «C30» sopra il nome dell’autore. «Notevolissima la copertina di Carrà, sicuramente una delle due o tre più belle dell’intera storia del futurismo» (Salaris): si tratta in effetti di una delle più belle copertine mai disegnate da un artista futurista, di cui è noto almeno un bozzetto preparatorio leggermente variante (Come d’autunno: la Grande Guerra nella Raccolta Isolabella, Milano 2022, n. 45 p. 47). Meno di un anno dopo, frammenti dell’opuscolo finirono immortalati nell’opera di Carrà «Inseguimento (Cavallo e cavaliere)» (Fergonzi, La collezione Mattioli: capolavori, 2003, pp. 216-229). -- Francesco Penazzo, i cui dettagli biografici non sono noti, fu amico di Carrà (a cui comprò l’opera «La carrozzella» nel 1916) e dei primi futuristi milanesi (comprò nel 1910 un’opera storica di Russolo); medaglia d’argento durante la Grande Guerra, nei primi anni ’20 lo si ritrova tra gli irriducibili diciannovisti assieme a Paolo Dessy, Mario Carli eccetera — ma anche, sempre sponda Carrà, sulle pagine de «La Raccolta» di Giuseppe Raimondi; il suo nome compare ancora in qualche elenco tecnico del ventennio, per poi scomparire dalle cronache.Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, primo inserto a col., p. I img 1; Salaris, Storia del futurismo (1992), img. 74 e p. 80