Polpo immondo. Tabù alimentari nel mondo antico
Polpo immondo. Tabù alimentari nel mondo antico
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2017
- ISBN
- 9788849852028
- Autore
- Giovanni Sole
- Pagine
- 158
- Collana
- Varia
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 225×145×13
- Soggetto
- Storia antica, Cultura-Storia, Alimentazione-Storia, Storia sociale e culturale, Storia antica, Studi culturali: alimentazione e società
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
In alcune comunità religiose del mondo antico, il divieto di mangiare polpi era parte di una struttura di pensiero che si esprimeva per coppie d'opposti: sacro e profano, mondo e immondo, puro e impuro, lecito e illecito. I cibi erano consentiti o proibiti non perché influenzassero la salute di corpo e anima ma perché si avvertiva il bisogno di ordinare il mondo. L'octopus, oltre ad incarnare vizi e difetti degli uomini, era considerato un mostro votato al male e all'annientamento. Le narrazioni su polpi maestosi, orrendi e famelici erano funzionali alla società: rafforzavano la fede, rinsaldavano la coesione sociale e dettavano regole a cui tutti dovevano sottomettersi. Kraken, piovre e cefalopodi giganteschi rappresentavano la fase primordiale, mai superata e dominata dagli istinti bestiali, nella quale gli uomini, per mancanza di regole, potevano precipitare in qualsiasi momento.