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Polpo immondo. Tabù alimentari nel mondo antico

Libri antichi e moderni
Giovanni Sole
Rubbettino, 2017
12,35 € 13,00 €
(Soveria Mannelli, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2017
  • ISBN
  • 9788849852028
  • Autore
  • Giovanni Sole
  • Pagine
  • 158
  • Collana
  • Varia
  • Editori
  • Rubbettino
  • Formato
  • 225×145×13
  • Soggetto
  • Storia antica, Cultura-Storia, Alimentazione-Storia, Storia sociale e culturale, Storia antica, Studi culturali: alimentazione e società
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

In alcune comunità religiose del mondo antico, il divieto di mangiare polpi era parte di una struttura di pensiero che si esprimeva per coppie d'opposti: sacro e profano, mondo e immondo, puro e impuro, lecito e illecito. I cibi erano consentiti o proibiti non perché influenzassero la salute di corpo e anima ma perché si avvertiva il bisogno di ordinare il mondo. L'octopus, oltre ad incarnare vizi e difetti degli uomini, era considerato un mostro votato al male e all'annientamento. Le narrazioni su polpi maestosi, orrendi e famelici erano funzionali alla società: rafforzavano la fede, rinsaldavano la coesione sociale e dettavano regole a cui tutti dovevano sottomettersi. Kraken, piovre e cefalopodi giganteschi rappresentavano la fase primordiale, mai superata e dominata dagli istinti bestiali, nella quale gli uomini, per mancanza di regole, potevano precipitare in qualsiasi momento.

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