Sedici taccuini di Renato Birolli. Con dieci disegni e una nota di Umbro Apollonio
Sedici taccuini di Renato Birolli. Con dieci disegni e una nota di Umbro Apollonio
con una spesa minima di 100,00€
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1943
- Luogo di stampa
- [Novara],
- Autore
- Birolli, Renato [Apollonio, Umbro (Nota Di)]
- Pagine
- pp. 117, [8] cc. gialle f.t.(tra. p. 76–7) numerate in romani e [11] cc. patinate f.t. con 10 tavv. b.n.
- Editori
- Posizione Editrice (”Tipografica”)
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- Arte Cataloghi MonografieNarrativa Italiana del '900
- Descrizione
- brossura con risvolti parlanti,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROEdizione originale.Esemplare numero 390 di 400, in ottime condizioni (pagine uniformemente brunite).Stampato in 400 esemplari numerati nella veste povera ma raffinata delle edizioni dirette da Egidio Bonfanti, il libro pubblica per la prima volta assoluta i famosi taccuini di Birolli, dalla primavera 1936 alla fine del 1942. Sorta di Zibaldone artistico, i taccuini saranno continuati fino a poco prima della morte, nel 1959, e pubblicati integralmente da Einaudi nel 1960. Stampati su carta gialla di alta grammatura, in mezzo al libro sono inseriti i «Nove Misteri. Sette Orrori. Dieci Misericordie», sorta di manifesti in punti numerati. In fine di libro sono raccolti i «Dieci disegni (1942) per la composizione di un “Gineceo”. Donne e gru coronate e galli». -- La rivista del GUF di Novara, «Posizione: Mensile dei fascisti universitari di Novara», esce per circa un anno a partire dall’estate del 1942, terminando dopo undici numeri alle soglie dell’estate del 1943. Ebbe i suoi prodromi come foglio interno a un’altra rivista, «Italia giovane», e si rese autonoma grazie agli sforzi del suo direttore, l’architetto novarese Egidio Bonfante. Come molte altre riviste dei Gruppi universitari fascisti, coltivò una notevole libertà di espressione, accogliendo sulle sue colonne e sulle sue edizioni molta della migliore letteratura e arte contemporanea. «Posizione», in particolare, si situa in quella triangolazione che da Novara arrivava alla Forlì di «Pattuglia» passando per la Milano di «Corrente»; su queste linee muovono i primi passi alcuni giovani scrittori, uomini di teatro e artisti che saranno tra gli assoluti protagonisti del dopoguerra: Ernesto Treccani, Giovanni Testori, Giacomo Manzù, Mario De Micheli, Giorgio Strehler e quindi Paolo Grassi, Giuseppe Migneco e Beniamino Joppolo. La casa editrice di «Posizione» pubblica poco più di cinque titoli, di cui solo due nella «Collana di teatro» diretta da Paolo Grassi, che ne apre l’attività. Bibl.: Sebastiani, Libri e riviste, p. 114-s