Squitinio della liberta' veneta nel quale si adducono anche le raggioni dell'impero romano sopra la citta' & signoria di Venetia
Squitinio della liberta' veneta nel quale si adducono anche le raggioni dell'impero romano sopra la citta' & signoria di Venetia
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1619
- Luogo di stampa
- Mirandola
- Autore
- Anonimo
- Editori
- Appresso Giovanni Benincasa
- Soggetto
- simple, censura, repubblica veneta
Descrizione
In 16, cm 13 x 19, pp. 102. Cartonatura rustica editoriale con lievi segni d'uso. Leggera gora alla parte superiore del volume. Seconda edizione dopo quella del 1612, sicuramente non stampata a Mirandola (come indicato in: Parenti, Luoghi di stampa falsi, p. 143). Libello di grande fama, nel quale si nega l'antica liberta' originaria della Repubblica rivendicata da molti scrittori veneti. L'opera venne condannata al rogo dal Senato come scritto pericoloso per la sicurezza dello stato. Paolo Sarpi ne prese spunto per la Storia del Concilio di Trento (egli riteneva che questo scritto provenisse dalla corte romana). Molti furono gli autori a cui venne attribuita quest'opera: Albizzi, Gualdo, Pignoria, Peireschio, Alfonso della Cueva, Marco Velsero, Maffeo Pinelli ecc. Vinciana, 1016. Melzi, III, p. 93