Stabilimento di Carmignano
Stabilimento di Carmignano | Libri antichi e moderni | Dinamite Nobel Società Anonima
Stabilimento di Carmignano
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1937
- Luogo di stampa
- Carmignano
- Autore
- Dinamite Nobel Società Anonima
- Editori
- s.t.
Descrizione
Frontespizio e 54 fotografie (formato cm. 23x17,5) applicate su cartoncino nero con didascalie in bianco. Legatura editoriale in canapa con grandi viti a chiudere il dorso. Titolo impresso in oro su tassello in cuoio al piatto anteriore. Esemplare in eccellente stato di conservazione. Eccezionale e rarissima documentazione fotografica dello Stabilimento ‘Nobel’ per la produzione di dinamite, polvere da sparo ed esplosivi situato a Carmignano in Toscana (precisamente in un’ansa dell’Ombrone tra Comeana e Signa). La fabbrica entrò in funzione negli anni appena precedenti alla prima guerra mondiale. Il primo nucleo di padiglioni fu progettato dall’ing. Anderson della SIPI Nobel e risulta documentata anche la presenza come progettista di uno dei pionieri del cemento armato in Italia, l’ing. Attilio Muggia, maestro di Nervi. Dopo la Grande Guerra la fabbrica perse d’interesse per la proprietà e fu venduta nel 1925 alla Montecatini che in periodo di pace utilizzò lo stabilimento anche per sperimentazioni agricole e produzioni chimiche sperimentali. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale il cgrande complesso industriale ebbe nuovamente un ruolo importante per la produzione militare e riprese la produzione di esplosivi (sempre a base di nitroglicerina). Nel 1944 l’impianto fu occupato dai tedeschi e così una formazione partigiana della zona decise un clamoroso sabotaggio compiuto l’11 giugno quando per l’esplosione di 8 convogli pieni di esplosivo fermi su un binario morto alla stazione di Carmignano tutto l’impianto rimase danneggiato e fuori uso. Dopo la guerra la fabbrica fu presto abbandonata nonostante un tentativo di convertirla alla produzione di fitosanitari e pesticidi. Negli anni ’60 si procedette alla bonifica. Da allora tantissimi progetti per il riutilizzo dell’area sono rimasti sulla carta.