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Soggetto
Storia-Personaggi
Descrizione
340 pagine. Brossura. Commento dell'editore: Il racconto, in forma di romanzo storico, ripercorre la vita leggendaria di Federico II (Iesi 26 dicembre 1194 Castelfiorentino 13 dicembre 1250), re di Sicilia e di Germania e Imperatore del Sacro Romano Impero, figlio di Enrico VI Hoehnstaufen e di Costanza d'Altavilla, attraverso il ricordo di vita vissuta, in continua vicinanza e fedeltà con Federico, da parte di Berardo di Castacca, arcivescovo di Palermo e suo fedele consigliere, al figlio Manfredi. Castelfiorentino 13 Dicembre 1250: Si è spenta la luce del mondo" - sussurra incredulo Manfredi, mentre lacrime copiose scendono a rigare le mani sue e quelle del padre che lui continua sconvolto a baciare. Intorno a lui, attoniti, si stringono tutti i presenti per cercare conforto l'uno nell'altro. Sono: Berardo, arcivescovo di Palermo, Riccardo di Montenero il gran giustiziere, il marchese Bertoldo di Hoemburg, Pietro Ruffo di Calabria, il poeta Folco di Calavra, il genero Riccardo di Caserta, il medico Giovanni da Procida. Ad essi si aggiungeranno altri. Attoniti e increduli di fronte a quell'inatteso evento, accompagneranno il feretro nelle città più amate dal sovrano, per imbarcarsi a Taranto e navigare fino a Palermo, ultima tappa dell'ultimo viaggio del Grande Imperatore Federico II di Svevia che lì riposerà per sempre. Da Foggia fino alla Sicilia, Berardo di Castacca racconterà al giovane Manfredi ogni verità sul padre, sull'immensità dei suoi sogni, sulla sua mente eclettica mai doma, sulla gloria di Bouvin e l'umiliazione di Vittoria. Il racconto, preceduto da note storiche sulla vita di Federico II e sugli avvenimenti principali che lo coinvolsero, è pervaso di malinconia per i ricordi struggenti di chi, come Berardo, ha condiviso ogni attimo di un'esistenza leggendaria, ed è reso trepidante dall'ansia del giovane Manfredi per la difficile eredità da sostenere. Il tempo e la morte hanno cancellato i momenti cupi e bui, le intemperanze e le crudeltà del sovrano, messo una tacita assoluzione su scomuniche e interdizioni che lo avevano colpito, sorvolato sui suoi matrimoni diplomatici e le sue infedeltà. Rimane vivo l'amore per Bianca Lancia, madre di Manfredi, e quel suo grande sogno euro-mediterraneo a cui forse era predestinato, se l'avverarsi della profezia "Morirai sub flore" non ne avesse fermato la sorte."