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Libri antichi e moderni

Abasiyanik Sait Faik

Un uomo Inutile

Adelphi, 2021 Fabula 366,

20,00 €

Pali s.r.l. Libreria

(Roma, Italia)

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Dettagli

Autore
Abasiyanik Sait Faik
Editori
Adelphi, 2021 Fabula 366
Soggetto
Turchia Turkey Turquie
Descrizione
S
Sovracoperta
No
Stato di conservazione
Come nuovo
Legatura
Brossura
Copia autografata
No
Prima edizione
No

Descrizione

8vo, br. ed. 266pp. ´Lui Ë nato per osservare il mondo con meravigliaª scrive Sait Faik Abasiyanik di uno dei suoi tanti doppi che compaiono in questi racconti. ´Per stupirsi senza capire nulla. Camminare per le strade, vedere e non vedere che cosa fa la genteª. E poi? ´Indugiare su un ponte e guardare in basso il colore dell'acqua, ammirare le gambe di una ragazzaª ñ e chiedersi: ´quella ragazza, chi riuscir‡ a baciarla?ª. Un incorreggibile fl‚neur: questo Ë stato Sait Faik, uno dei massimi scrittori turchi del Novecento. Dopo studi irregolari, una manciata di anni trascorsi in Francia, fiacchi tentativi, sempre falliti, di rassegnarsi a un qualsivoglia mestiere, il perdigiorno bramoso di ´amare la genteª non ha fatto altro che immergersi nell'esistenza brulicante e misera dei quartieri cosmopoliti di Istanbul, e osservare avidamente, con gli occhi sempre un po' lucidi per il troppo raki, non solo gli esseri umani ñ lo attraggono, in particolare, certi ´ragazzi di vitaª che quasi mai trova il coraggio di abbordare ñ ma anche i cani, gli uccelli, i pesci, il cielo, il mare, i tram, le chiatte, i taxi. » qui che, tra osterie, bordelli, pasticcerie e alberghetti, vagabonda e beve per tutta la sua breve vita, fino a morire, a soli quarantotto anni, di cirrosi epatica. Eppure questo irriducibile sfaccendato riesce a perseguire con indomabile tenacia la propria vocazione letteraria, e a tracciare, un racconto dopo l'altro, una pennellata dopo l'altra, un affresco partecipe e struggente del mondo stambuliota della prima met‡ del Novecento ñ ´venditori di giornali, di fiammiferi, di stecche per baveri e bustini, mercanti d'amore . costruttori, pizzicagnoli, teatranti, scrittori, librai, acquaioli, tabaccai, professori, lustrascarpe, studenti.ª in una prosa asciutta e affilata, e insieme ebbra, franta, trafelata come dopo una lunga corsa, nella quale baluginano, qua e l‡, folgoranti accensioni liriche: ´Desiderava tanto baciare delle labbra: morbide, umide, insipide o saporite, crepitanti come capelli elettrici. Voleva impazzire al calore di una manoª.