Vita di Benvenuto Cellini orefice e scultore fiorentino da lui medesimo scritta. Ridotta a buona lezione ed illustrata da Gio. Palamede Carpani
Vita di Benvenuto Cellini orefice e scultore fiorentino da lui medesimo scritta. Ridotta a buona lezione ed illustrata da Gio. Palamede Carpani | Libri antichi e moderni | Cellini Benvenuto
Vita di Benvenuto Cellini orefice e scultore fiorentino da lui medesimo scritta. Ridotta a buona lezione ed illustrata da Gio. Palamede Carpani
Vita di Benvenuto Cellini orefice e scultore fiorentino da lui medesimo scritta. Ridotta a buona lezione ed illustrata da Gio. Palamede Carpani | Libri antichi e moderni | Cellini Benvenuto
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1821
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Cellini Benvenuto
- Editori
- per Nicolò Bettoni
- Soggetto
- Letteratura italiana, Autobiografie, Arte
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
3 voll. in-8°, pp. XXXVIII, (2), 285; 369; 247; brossure editoriali con titolo entro bordura ornamentale. All'antiporta del primo vol., ritratto del Cellini inciso su rame dal Geniani da invenzione di G. Longhi. Le pp. in nn. romani al primo vol. contengonola dedicatoria del Bettoni a Giuseppe Longhi, l'avvertenza ai lettori, la prefazione di Antonio Cocchi premessa alla prima edizione della 'Vita', un florilegio di giudizi intorno alle opere del Cellini, uno scritto del curatore Carpani. Fioriture normali. Ottimo esemplare in barbe. Edizione ottocentesca bresciana di una delle più belle autobiografie della letteratura italiana, composta dal Cellini tra il 1558 e il 1566 (fu dettata a un garzone di bottega, Michele di Goro Vestri) e pubblicata per la prima volta oltre 150 anni dopo la morte del grande scultore ed orafo. Opera di uno scrittore singolarissimo, la 'Vita' è contraddistinta da una prosa inclinante al popolare e spesso smottante nel vernacolo, ricca di anacoluti, eccezionalmente fresca, mossa e vivace; essa fu entusiasticamente recensita già al suo apparire dal Baretti nella sua 'Frusta Letteraria'. Scrive Francesco Flora: 'Qui principalmente è la bellezza artistica della Vita: nella costruzione di un personaggio che di episodio in episodio assume una figura tutta reale e per nulla distaccata: per una metamorfosi operata dall'arte, Cellini si svincola dalla sua stessa materia e diventa sostanza di fantasia nell'aerea plasticità delle parole'. Vite di uomini illustri scritte da loro medesimi. Gamba, n. 337, note.