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Zeroglifico

Libri antichi e moderni
Spatola, Adriano
Sampietro,, 1966
1000,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1966
  • Luogo di stampa
  • Bologna,
  • Autore
  • Spatola, Adriano
  • Pagine
  • [16] cartoncini sciolti patinati stampati solo recto.
  • Collana
  • collana «Il Dissenso: schede di poesia d’avanguardia» n. 9,
  • Editori
  • Sampietro,
  • Formato
  • in 16°,
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Poesia visiva
  • Descrizione
  • cofanetto editoriale in carta verde petrolio stampata in grigio-argento e nero, contiene un astuccio in carta goffrata color crême,
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Edizione originale. Ottimo esemplare, completo in ogni sua parte (appena percettibile lieve ingiallitura perimetrale alle carte); in quarta di copertina etichetta editoriale che annuncia «Questo volume L. 1500 (Iva compresa)». Rara seconda raccolta di poesie visive, ospitata così come la prima («Poesie da montare», 1965) nella collana sperimentale «Il Dissenso», pubblicata dall’editore Sampietro di Bologna — uno dei protagonisti editoriali del periodo della neoavanguardia — per una decina di fascicoli nel corso degli anni sessanta, tutti accomunati dallo stesso, raffinatissimo design ideato dallo studio Cuniberti-Mignani. Se in «Poesia da montare» Spatola era comunque rimasto ancorato alle parole, pur slegate dai tradizionali vincoli testuali ed editoriali, qui financo le singole lettere sono frammentate e decostruite per diventare, appunto, «zeroglifici». L’artista parte dall’assunto paradossale che se «i testi concreti si avvicinano spesso, data la loro dipendenza tipografica, ai testi pubblicitari, deve allora essere in qualche modo verificabile anche il contrario: i testi pubblicitari sono cioè già, almeno tipograficamente, progetti di poesia concreta» (dalla quarta di copertina). Il libro inaugurò una delle vie di Adriano Spatola all’interno della poesia visiva (o concreta che dir si voglia), probabilmente la più originale, coltivata indefessamente fino agli «Ultimi zeroglifici» — appunto — del 1985, a tre anni dalla prematura scomparsa dell’artista. Il primo «Zeroglifico» avrà l’onore di una seconda edizione / anniversario nel 1975, come numero 20 della collana «Poesia» delle Edizioni Geiger, con una prefazione di Giulia Niccolai, poetessa, traduttrice e per un ampio periodo compagna di vita e di lavoro di Adriano Spatola, quindi indefessa redattrice del progetto Geiger in tutte le molteplici sue forme. La seconda edizione sarà prontamente tradotta in inglese due anni dopo da Paul Evangelisti, per i tipi di The Red Hill Press, Los Angeles - Fairfax. Tonini, I libri di Adriano Spatola (2011), n. 3; Fontana, In forma di libro, p. 31; Osti e Minarelli, 3 editori storici d’avanguardia, p. 53 (con illustrazione)

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